Il Tribunale dei minori riesamina cento fascicoli «Nessuna anomalia»
L’esito delle verifiche disposte dal presidente Giuseppe Spadaro emerso durante una riunione con i servizi sociali
REGGIO EMILIA. Cento fascicoli esaminati nel corso dell’estate, per casi che hanno origine a partire dal 2017, e nessuna anomalia riscontrata, in un sistema che è stato definito sano. È questo l’esito delle verifiche avviate dal Tribunale dei minori di Bologna sul sistema affidi in Val d’Enza, al centro degli approfondimenti disposti nel corso dell’estate dal presidente, Giuseppe Spadaro, a seguito dell’inchiesta Angeli e Demoni.
Numeri che sono emersi a margine di un incontro con i servizi sociali delle Unioni della provincia di Reggio, avvenuto il 13 settembre scorso, al quale secondo la ricostruzione di La Repubblica ha partecipato anche Monica Pedroni, nuova dirigente dei Servizi sociali dell’Unione Val d’Enza al posto di Federica Anghinolfi.
La Pedroni ha confermato che Spadaro avrebbe rassicurato gli operatori presenti al tavolo, allontanando l’ipotesi che ci possano essere altri “casi Bibbiano”: «Se vi sono state mele marce che hanno tentato di frodarci processualmente – le parole riferite dal presidente del Tribunale minorile agli operatori – devono essere giudicate dalla magistratura e punite in maniera severa».
E poi: «L’assistente sociale è di fatto come la polizia giudiziaria per un pm, dunque chi ha sbagliato dovrà essere punito».
Nel dettaglio, sui cento fascicoli esaminati, relativi a segnalazioni provenienti dai servizi dell’Unione Val d’Enza e con i quali si prospettava l’allontanamento dei bambini dalle famiglie, in 85 casi il tribunale ha deciso diversamente, ossia di lasciare i bambini tra le mura domestiche.
Nei 15 casi in cui i giudici hanno accolto la richiesta di allontanamento, non prima di aver incaricato consulenti, per la metà i genitori non hanno fatto ricorso, mentre per il resto dei casi i ricorsi sono stati respinti dalla sezione minori della Corte d’Appello.
Nei casi più controversi, ovvero una trentina, i giudici minorili hanno infine deciso per la formula dell’affido esplorativo, ovvero una misura che non prevede l’allontanamento dalla famiglia e chiede ai servizi sociali di sostenere genitori e figli per superare eventuali momenti di difficoltà.
I cento fascicoli esaminati sono stati divisi fra i sei giudici minorili di Bologna. E, una volta esaminati tutti i fascicoli, ciascun caso è stato nuovamente passato al vaglio dal presidente Spadaro, che secondo quanto riferito avrebbe mostrato parole di vicinanza per gli operatori presenti all’incontro: «Voi servizi sociali – le sue parole – svolgete un delicato e fondamentale ruolo nel nostro Paese di tutela dei minori, non mollate e continuate a lavorare con prudenza e professionalità». —
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