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l’emergenza 

«Reggiane? Non esiste la bacchetta magica Lavoriamo per svuotarle»

E.Spa.
«Reggiane? Non esiste la bacchetta magica Lavoriamo per svuotarle»

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REGGIO EMILIA. «Non credo si possa parlare di un vuoto di visione politica. Certo l’amministrazione non ha la bacchetta magica: non si tratta di spostare oggetti ma persone e c’è un problema di risorse. L’impegno, condiviso col sindaco e con l’assessore Marchi, è continuare giorno per giorno con l’obiettivo non solo di svuotare le ex-Reggiane ma di migliorare la vita di chi vive ai margini». E poi: «L’obiettivo è accelerare lo svuotamento e trovare una nuova soluzione abitativa alle persone che la occupano senza sgomberi coattivi, come qualcuno pretenderebbe, ma mediante percorsi concordati di reinserimento e reperendo allo scopo nuove risorse».

Lo ammette lo stesso Tria: «Il tema dell’area delle ex Reggiane merita un paragrafo a parte». È lì, infatti, che si condensano molti dei problemi della città. «Un’area immensa, per anni dismessa e peraltro privata», spiega l’assessore, per il quale «è un dato di fatto, e certo non di propaganda, che in quell’area è programmato e in corso di realizzazione il più grande intervento di riqualificazione degli ultimi 30 anni, che peraltro si estende all’intera Santa Croce». Il tema dello sgombero è stato anche oggetto di un’interpellanza della Lega, alla quale ha risposto proprio Tria, che ora rimette in fila alcuni concetti espressi in consiglio. «La parte non ancora riqualificata vive nella condizione che sappiamo e che affligge ogni città che abbia dovuto fare i conti con processi rilevanti di riconversione o dismissione industriale. Oggi c’è in campo uno straordinario lavoro di collaborazione tra Comune, Prefettura e forze dell’ordine che ogni giorno non hanno mancato di garantire controlli e presidi adeguati». Per Tria, inoltre, «c’è in campo una rete importante di solidarietà, laica e religiosa, che ogni giorno è impegnata in un lavoro straordinario per garantire dignità e umanità. Questa è una risposta di impegno che ha le sue radici nel capitale sociale della città».

Secondo l’assessore, «andando in quel luogo, o “nonluogo”, se ne esce con una certezza: quelle persone non meritano, come nessun uomo merita, di vivere in quelle condizioni. Alle ex Reggiane c’è chi delinque e va fermato e allontanato, ma c’è soprattutto chi è regolare, chi ha scelto di vivere lì e il percorso di approdo ad una nuova soluzione, qualitativamente più dignitosa, richiede la pazienza e la fatica della relazione, della vicinanza, della reciprocità».

Ma come risolvere l’emergenza? «Richiede un lavoro di aiuto e presa in carico che non possiamo e non vogliamo liquidare a colpi di slogan o propaganda. Se solo guardiamo agli ultimi due anni è difficile non constatare che il lavoro impostato ha dato buoni frutti e che vi è stata una graduale positiva evoluzione. Quell’area non è mai stata lasciata alla sua inerzia e alla sua deriva». —

E.Spa.

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