Reggio Emilia scende in piazza per difendere il popolo curdo
Manifestazione alle 19 davanti al municipio contro l’azione militare della Turchia. Condanna unanime da Cgil, Anpi, Arci, Legambiente, Comune, Pd e associazioni
REGGIO EMILIA. L’attacco del governo di Erdoğan nei confronti dei curdi, con l’invasione da parte dell’esercito turco della regione della Rojava, in Siria, è cominciato da oltre un giorno. Una nuova guerra in Medio Oriente che avviene con il benestare di Donald Trump, presidente Usa, e che ha scatenato le condanne di gran parte della comunità internazionale.
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Uno scandalo, quello del tradimento da parte del governo statunitense dei curdi, combattenti che sono stati cruciali per la sconfitta dell’Isis, che ha suscitato durissime reazioni anche nelle associazioni e nella società civile di Reggio Emilia.
Tanto che, domani alle 19, è stata indetta una manifestazione in piazza Prampolini proprio a sostegno del popolo curdo. Una chiamata che ha raccolto moltissime adesioni e che è stata lanciata, ieri, da Camera del lavoro territoriale, Anpi, Arci e Legambiente di Reggio su invito delle rispettive segreterie nazionali. «Come Organizzazioni provinciali – spiegano – esprimiamo la nostra più piena solidarietà al popolo curdo, verso il quale crediamo fermamente la comunità internazionale, l’Europa e l’Italia abbiano un enorme debito di riconoscenza».
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L’esercito formato interamente da donne e uomini di etnia curda, proseguono le associazioni, «è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue. La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile e potrà esserlo ancora», ma «solo se lo Stato Turco accetti di sedersi a un tavolo di trattative con i curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e indipendenza dei loro territori».
Domani in piazza, quindi, i manifestanti si raduneranno per chiedere che si avvii immediatamente una decisa azione diplomatica perché «cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio siriano abitato storicamente dalla popolazione curda», e «si dia mandato senza esitazioni a una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini, il diritto internazionale».
Necessario, inoltre, inviare «soccorsi per eventuali feriti» e l’apertura di «una sessione di discussione dedicata, tanto nel Parlamento europeo quanto in quello italiano», chiedendo infine «che il caso sia messo con urgenza all’ordine del giorno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite». Un appello al quale ha risposto, sempre ieri, anche il Partito democratico di Reggio Emilia.
Il segretario provinciale del Pd, Andrea Costa, ha fatto sue le parole del segretario nazionale Nicola Zingaretti, spiegando come «l’azione militare unilaterale che la Turchia sta portando avanti in queste ore è inaccettabile. Chiediamo il massimo impegno del governo Italiano, dell’Unione europea e della Nato per fermare l’invasione e scongiurare una nuova destabilizzazione dell’area. È nostro dovere ora non lasciare solo il popolo curdo e i civili, prime vittime di questa assurda situazione».
Presenti in piazza, oltre a diversi esponenti del consiglio comunale e dei partiti reggiani, ci sarà anche l’Associazione per la Costituzione, che aderisce al “Coordinamento democrazia costituzionale” dell’Emilia-Romagna: «Nella Rojava è in atto l’unico esperimento di democrazia reale in quell’area martoriata, dove curdi, turcomanni, arabi, persiani e azeri convivono pacificamente in una comune responsabilità. Fermiamo questa invasione».
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