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Scatta l’allarme formaldeide «Un decreto sulle emissioni»

M.P.
Scatta l’allarme formaldeide «Un decreto sulle emissioni»

Lo chiedono al governo Zanichelli e Zolezzi (M5S). Nel mirino le ditte mantovane  che producono pannelli truciolari. Monitoraggi pure sulla sponda reggiana del Po

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GUASTALLA. Sulla sponda sinistra del Po, nei Comuni di Viadana e Pomponesco, nel Mantovano, ha sede un importante polo industriale per la produzione del pannello truciolare, che comprende le ditte “Sadepan–Gruppo Mauro Saviola” di Viadana e “Frati Luigi Spa–Pannelli Truciolari” di Pomponesco.

Il processo produttivo del pannello truciolare comporta l’impiego di colle a base di urea-formaldeide, il cui approvvigionamento viene garantito da due impianti chimici situati nella stessa zona. Il primo fa parte del complesso industriale “Sadepan”, il secondo, più importante per dimensioni e volumi prodotti, denominato “Chimica Pomponesco”, ha sede appunto nel Comune di Pomponesco.

«A Guastalla non ci sono aziende che nel loro processo produttivo utilizzano la formaldeide – ha detto l’onorevole Davide Zanichelli deputato del M5S – ma l’ambiente è di tutti». Per questo motivo il mantovano Alberto Zolezzi, con il collega reggiano Zanichelli, parlamentari M5S, hanno sollecitato il governo a emanare un decreto per regolamentare le emissioni di formaldeide in atmosfera.

Nel distretto viadanese si produce oltre il 12% della formaldeide europea; e in questo territorio recenti ricerche epidemiologiche hanno certificato l’esistenza di un danno cellulare precoce e hanno anche evidenziato correlazioni tra esposizione a formaldeide e ricoveri per patologie dell’apparato respiratorio, soprattutto nei bambini e nelle fasce di popolazione più deboli. La formaldeide infatti è causa di tumori del nasofaringe (rinofaringe), del seno nasale e provoca leucemie.

L’associazione Prevenzione tumori onlus di Guastalla, istituzione indipendente, nel 2017 ha conferito a Mario Franzini, medico chirurgo, a Roberto Spaggiari, biologo di Eurambiente di Reggio Emilia e al perito industriale Rubens Busana, il mandato di effettuare una campagna di monitoraggio per la ricerca della formaldeide nell’aria e nelle acque superficiali e di falda, all’interno di un territorio che comprende i Comuni di Viadana e Pomponesco in provincia di Mantova e quelli di Guastalla, Gualtieri, Boretto e Brescello nel Reggiano.

L’attenzione è massima: «L’esposizione a eventuali emissioni di formaldeide dalle industrie del “polo del legno truciolare” – si legge nella relazione – si può considerare omogenea all’interno del perimetro sopra delineato, essendo gli abitati dei comuni elencati compresi entro un raggio di circa 3 km dalle fonti di emissione. I valori di formaldeide nei canali che drenano i tre depuratori in terra reggiana, Brescello, Boretto e Guastalla, presentano percentuali di formaldeide estremamente bassi, ben al di sotto del valore di 1 mg/L fissato per lo scarico in acque superficiali. Il cavo Zenzalino, che riceve tutte le acque reflue del depuratore Nord di Guastalla, presenta valori addirittura inferiori al limite di legge.

La relazione lancia comunque un allarme: «Da qualche anno la ricerca ha iniziato a confermare sperimentalmente i danni, già rilevati nell’uomo, prodotti dagli effetti sinergici di più inquinanti coesistenti simultaneamente nell’ambiente. Questa condizione – scrivono Franzini, Spaggiari e Busana – definita efficacemente con il termine di “effetto cocktail”, si verifica per una sommatoria di azioni che si potenziano quando gli inquinanti sono immessi nell’ambiente anche a valori sub-liminari. Per questa ragione nessun “valore limite” può garantire l’innocuità assoluta di un cancerogeno come la formaldeide». —

M.P.

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