«Senza lavoro da cinque anni a causa della protesi acustica»
La storia di Fabio, 35 anni, deriso dai colleghi di lavoro fino a costringerlo a licenziarsi La mamma: «La vita non può riservargli solo sconfitte»
Montecchio. Ha 35 anni e da cinque anni non trova un posto di lavoro. Il motivo? Ha una protesi per poter udire.
La storia di Fabio Galossini arriva da Montecchio, paese dove Fabio risiede con i genitori. A raccontare la sua disavventura è la mamma di Fabio, Giovanna Giustini.
Tutto ha avuto inizio da quando Fabio lavorava in una ditta che si occupa di componenti elettrici e elettronici nella quale, per via del suo problema, «Fabio veniva preso in giro – racconta la mamma – e deriso continuamente».
«Il mio ragazzo – prosegue mamma Giovanna in lacrime – si occupava del collaudo dei componenti elettronici, visto che ha anche il diploma come tecnico elettronico. Svolgeva benissimo il suo lavoro, è lo ha fatto per ben dieci anni. Ma è stato un periodo molto difficile perché Fabio veniva deriso dai suoi colleghi solo perché sente poco e per poter vivere una vita normale ha bisogno di portatore una protesi per l'udito. Lì è partito il calvario di Fabio, e anche se noi, come genitori, abbiamo fatto presente il problema con i sindacati e con i titolari dell’azienda. Nessuno ci ha aiuti. Depresso perché preso in giro, fino a non essere più salutato da nessuno, Fabio ha deciso di licenziarsi».
Mamma Giovanna ha da sempre fatto la casalinga, mentre il papà di Fabio è un carabiniere ora in pensione. Si tratta di una famiglia normale, che ha cercato di dare tutto l’aiuto possibile a Fabio, ma finora senza risultati.
In questi ultimi cinque anni Fabio ha bussato a tutte le porte, ma senza ricevere un aiuto. E da allora attende un impiego.
«In questi anni di ricerche – prosegue Giovanna – Fabio ha fatto anche diversi corsi di aggiornamento, ma ancora la tristezza per la sua condizione gli si legge negli occhi: è un ragazzo buono, autonomo e capace di lavorare anche se portatore di protesi per l’udito. È nato con questo problema, ma riesce a gestire benissimo il lavoro, e vederlo in preda all’ansia perché non trova lavoro è una situazione che auguro a nessuno».
Giovanna e suo marito, hanno accompagnato Fabio passo dopo passo e vorrebbero vederlo felice.
Il loro sogno? Quello che tutti i genitori hanno: una occupazione per il figlio, così da vederlo sistemato e soddisfatto.
«Noi non molliamo – conclude in lacrime mamma Giovanna – perché in questo mondo c'è ancora del buono. Nostro figlio Fabio ha bisogno di un posto di lavoro. E non voglio credere ancora che la vita riservi al mio ragazzo solo sconfitte: nel mondo c'è posto anche per le persone che hanno i problemi di Fabio». —
Da. Al.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google