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morti bianche in provincia 

Sette decessi sul lavoro in appena otto mesi La Cisl: «È inaccettabile»

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REGGIO EMILIA. Una scia di morte che, dall’inizio dell’anno, ha spezzato la vita di tanti, troppi lavoratori reggiani, con una media di uno al mese.

Sono sette le vittime di infortuni mortali sul lavoro in provincia di Reggio Emilia, otto se si considerano anche gli infortuni in itinere, cioè nel tragitto casa-lavoro.

Il nostro territorio è al 21esimo posto nella classifica nazionale dei casi di morti bianche e al terzo in Emilia-Romagna (insieme a Parma), dove si contano 46 vittime, 66 compresi i casi mortali in itinere. Con un’incidenza di 29,5 infortuni mortali ogni milione di occupati, Reggio è al 31esimo posto in Italia.

I dati, aggiornati al 31 agosto, sono stati diffusi dall’Osservatorio sicurezza sul lavoro Vega engineering di Mestre. «È una statistica inaccettabile in una provincia come la nostra – dichiara Domenico Chiatto, componente della segreteria Cisl Emilia Centrale – al di là delle dinamiche e responsabilità dei singoli infortuni, che saranno accertate dagli organi competenti, viene da chiedersi se le aziende applicano scrupolosamente le norme sulla sicurezza. Per esempio, in caso di appalti, le imprese committenti presidiano a dovere i cantieri? ».

Le aziende, prosegue ancora Chiatto, «sanno che quando affidano lavori all’esterno devono predisporre tutte le misure atte a consentire l’accesso solo alle persone autorizzate e, soprattutto, formate e munite di tutti i dispositivi di protezione. In particolare non è più tollerabile che si continui a cadere dai tetti, sarebbe sufficiente applicare le norma sui rischi di cadute dall’alto. Non possiamo sempre parlare di tragica fatalità, quando spesso invece ci troviamo di fronte al mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza». Per il segretario Cisl «manca un’adeguata cultura della sicurezza» che spinga imprese e lavoratori ad agire insieme nella formazione, informazione e prevenzione. Non aiuta, poi, «lo scarso coordinamento di Ausl, Inail, Inps e Ispettorato del lavoro, per giunta con un numero di operatori insufficienti» per controllare tutte le attività produttive reggiane.

«Le morti bianche aumentano ovunque, quindi si tratta di un’emergenza nazionale – conclude Chiatto – per questo Cgil, Cisl Uil chiedono al Governo l’approvazione di un decreto d’urgenza che dia immediate risposte ad alcune questioni irrimandabili, come una sorta di “patente a punti” con cui misurare la correttezza delle imprese o il reintegro del taglio di risorse imposto al fondo Inail contro gli infortuni». —

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