Tria e la macchina del Comune da rifondare dopo le inchieste
Avvocato e assessore alla Legalità, nelle sue mani anche la delega al Personale «Si sta lavorando all’operazione di riassetto della macrostruttura organizzativa»
REGGIO EMILIA. «In piena intesa col segretario generale, si è proceduto all’aggiornamento del piano triennale per la prevenzione della corruzione con una serie di misure, ad esempio accentrando sul servizio Appalti le procedure di individuazione degli appaltatori di lavori/servizi di fornitura nella soglia da 5.000 euro a 40.000 euro e recependo le indicazioni Anac in materia di rotazione straordinaria per il caso di conoscenza da parte dell’amministrazione di procedimenti penali a carico dei dipendenti per ipotesi di reato di natura corruttiva». E poi: «Per la delega al Personale si sta lavorando a un’operazione di riassetto e razionalizzazione della macrostruttura organizzativa e che di seguito, a brevissimo, partiranno le selezioni pubbliche e i concorsi per gli incarichi dirigenziali». Assessore e avvocato. Oppure avvocato e assessore? Più probabilmente entrambe le definizioni procedono di pari passo per Nicola Tria, ex presidente della Camera penale, entrato nella seconda giunta Vecchi con la delega alla Legalità, in un momento delicato il municipio, travolto poco dopo il voto dall’inchiesta sulle presunte irregolarità degli appalti. «La prima priorità del mio mandato è stata però far sì che i progetti che ho ereditato da chi mi ha preceduto giungessero a compimento».
Assessore oppure avvocato? Da dove partire?
«Parto dalla fine, ovvero dall’ultima questione cui mi sto interessando negli ultimi giorni: lo smantellamento del prefabbricato dell’aula del processo Aemilia, che ha ormai esaurito la sua funzione e che è, come è noto, di proprietà del Comune. Abbiamo nei giorni scorsi deciso di dare impulso agli uffici per avviare le procedure per l’affidamento dei lavori di smontaggio. Ancora non abbiamo definitivamente deciso il suo destino. Ritengo però che debba trovare una nuova collocazione per restare a disposizione della cittadinanza quale spazio associativo e sala civica, magari riservando al suo interno uno spazio al centro di documentazione sulle mafie, ora ospitato nella biblioteca di Santa Croce».
Quali sono invece i progetti che ha ereditato? E a che punto sono?
«Penso all’attuazione del programma di estensione della videosorveglianza con installazione di telecamere ocr e di contesto, ora giunte anche a Canali, Fogliano, Massenzatico e Rivalta, che sto curando e monitorando col sindaco e col comandante della polizia locale. Penso a al progetto di un intervento di riqualificazione in zona via Turri, in parte finanziato dalla Regione, per il rifacimento di piazzetta Secchi e la realizzazione di attività d’inclusione e educazione sociale, con implementazione di una cooperativa di comunità: a breve lo presenteremo e saremo in grado di illustrarne dettagli e tempi di realizzazione. Penso inoltre, sul tema della cultura della legalità, all’accordo di programma con la Regione, deliberato a fine luglio, che sulla scia dell’esperienza degli anni passati, prevede eventi pubblici di sensibilizzazione in collaborazione con associazioni nonché i “laboratori di legalità” nelle scuole secondarie che, affidati alla Papa Giovanni XXIII, stanno per ripartire con un progetto didattico ormai collaudato, che verrà aggiornato con novità à che presenteremo a breve. Penso infine all’iniziativa Tribunale Bene Comune che riproporremo come momento fondamentale di completamento del percorso dei laboratori di legalità con gli studenti».
La Legalità è una delega di peso. E confina con la sicurezza, che è nelle mani del sindaco, e con la coesione sociale, di cui è lei il titolare. Che progetti sta seguendo?
«Fra gli obiettivi, certamente dare nuovo impulso alla Consulta permanente per la Legalità, costituita a giugno dell’anno scorso. Sono persuaso che debba diventare, sempre più un luogo centrale e strategico per l’approfondimento, la promozione della cultura della legalità e l’individuazione di azioni positive. A tal fine sto per incontrare i coordinatori dei tre tavoli di lavoro tematici in vista di una successiva riunione plenaria. Ho poi iniziato, d’intesa col sindaco, una fase di incontro ed ascolto di cittadini, comitati e associazioni in relazione alle zone della città che presentano maggiori criticità e disagio: al termine di tali incontri, metteremo a punto un piano di interventi che, con le risorse disponibili, potremo realizzare nel 2020. Grande rilievo, ho attribuito al consolidamento e all’espansione al progetto del “controllo di comunità” che ha prodotto risultati positivi sia in termini di presidio, sia di miglioramento delle relazioni sociali nei quartieri. Ho incontrato i coordinatori dei 22 gruppi esistenti, raccogliendo suggerimenti per ulteriore linfa al progetto. Sono stati programmati inoltre, con le forze dell’ordine, nuovi incontri di attivazione del progetto. E stiamo verificando se vi siano i presupposti per una sperimentazione in circoscritte zone del centro, con coinvolgimento prioritario degli esercenti commerciali. Sulla coesione stiamo collaborando con Mondinsieme al progetto “Bridge” del Forum Europeo per la Sicurezza Urbana che coinvolge enti territoriali europei e ha ad oggetto la riduzione della polarizzazione e del crescente estremismo». —
E.Spa.
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