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Via Manfredi, dopo le proteste ore contate per la strettoia

Alessandro Cagossi
Via Manfredi, dopo le proteste ore contate per la strettoia

Una riunione ristretta tra i residenti e l’assessore Razzini sulla sperimentazione Sotto la lente i problemi provocati dalle barriere anche per i mezzi imponenti

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NOVELLARA. Parrebbe avere le ore contate la strettoia installata in via sperimentale dal Comune a inizio agosto in via Fratelli Manfredi per rallentare la velocità degli automezzi. È quanto sarebbe emerso da un incontro tenutosi lunedì pomeriggio tra alcune famiglie residenti della strada e l’assessore alla mobilità, Alberto Razzini. Incontro su cui l’assessore ha voluto mantenere il massimo riserbo, al punto che non sono stati ricevuti alcuni abitanti della via che non si erano accreditati per l’incontro, invitati da Razzini a rimanere fuori dalla porta del suo ufficio.

Una sperimentazione rivelatasi fin da subito controversa, soprattutto per il posizionamento delle barriere della strettoia davanti a un cancello pedonale di una villetta a schiera dove vive una coppia di anziani, che rende difficoltosa la funzionalità dell’unico punto di accesso a loro disposizione. Qualcuno aveva anche fatto notare come fosse minimo lo spazio di attraversamento per i mezzi di grandi dimensioni, e infatti, a due mesi dall’installazione, la strettoia ha subito danneggiamenti da entrambi i lati, con i blocchi divelti a più riprese dagli urti degli pneumatici del traffico di passaggio, sia dai camion per la raccolta rifiuti, sia da un camion dei vigili del fuoco, accorsi nella via per un intervento.

Altro punto controverso, quello dell’ordinanza “inesistente”. Alcuni residenti si erano recati due volte in Comune per chiedere la relazione tecnica col proposito di vedere se ci fossero gli estremi per poter impugnare nel merito la sperimentazione, ma si sono visti rispondere da Marco Cantarelli, responsabile del settore “Lavori pubblici”, che non c’era alcuna ordinanza.

Già alla fine di gennaio via Fratelli Manfredi – un rettilineo di 700 metri nel quartiere a Nord-Ovest di Novellara, densamente popolato, con 264 residenti – era stata oggetto di una sperimentazione con la chiusura parziale della strada per limitare il transito del traffico non residenziale.

Una misura che aveva scontentato praticamente tutti, suscitando parecchie polemiche in tutto il paese, tanto che il Comune è tornato sui suoi passi, riaprendola completamente.

Nel frattempo si stanno concludendo i lavori per le piste ciclopedonali di via Leningrado e via Valle, lunghi rettilinei residenziali che si trovano nello stesso quartiere di via Fratelli Manfredi. I residenti delle due strade si stanno mobilitando per chiedere l’installazione di dissuasori per la velocità del traffico, come avvenuto in via Fratelli Manfredi che ha già tre dossi. I pericoli del traffico che sfreccia a velocità sostenute, perlopiù in prossimità della ciclabile, sono aggravati dal fatto che, dopo la realizzazione delle pedonali, in quelle vie la carreggiata per il traffico veicolare risulta fortemente ridotta rispetto a prima.

Più in generale, Novellara si trascina da alcuni decenni problemi di mobilità urbana causati dalla mancata conclusione della tangenziale, per cui gran parte del traffico di passaggio per Novellara sia sull’asse Est-Ovest (Carpi-Guastalla) che su quello Nord-Sud (Reggiolo-Reggio Emilia) transita ancora per il centro e in zone residenziali, con traffico intenso, incolonnamenti, inquinamento, e pericoli per pedoni e ciclisti. —

Alessandro Cagossi

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