Ancora un misterioso arresto per Petroni
L’assicuratore-truffatore 50enne è da tre mesi in carcere in Germania. Nel dicembre scorso era finito nei guai in Croazia
Ancora un arresto dai contorni misteriosi per Sergio Petroni, l’ex agente Ina Assitalia di 50 anni, protagonista di una truffa colossale attraverso la quale ha fatto sparire 10 milioni di euro e per la quale, il 10 dicembre 2018, è stato condannato a 4 anni di reclusione.
E addirittura l’arresto – confermato da fonti qualificate – è avvenuto circa tre mesi fa in Germania e il 50enne da allora si trova in carcere a Monaco. Il motivo? Buio assoluto. Una carcerazione che fa il paio con quanto accaduto il 20 dicembre scorso, quando Petroni era finito nella cella di un carcere croato, per poi rispuntare a fine febbraio di quest’anno con una telefonata all’avvocato di fiducia, cioè il legale Mariasilva Grisanti, in cui aveva parlato di «un incubo vissuto» ma per motivi diversi da quelli rimbalzati in Italia (si era parlato dell’accusa di immigrazione clandestina).
Contattato dalla Gazzetta, l’avvocato Grisanti è lapidario su questo ulteriore arresto in terra tedesca: «Non so nulla di questa vicenda».
Petroni non era presente in aula il 10 dicembre scorso quando è stato condannato a 4 anni di reclusione per lo scandalo delle polizze-fantasma che, quando era stata scoperta nel 2015, venne definita la più grande truffa assicurativa d’Italia.
Pesanti le accuse: truffa aggravata, appropriazione indebita, esercizio abusivo dell’intermediazione assicurativa senza essere iscritto all’albo degli assicuratori. Nelle 26 pagine del decreto di citazione a giudizio sono contenuti 230 episodi di truffa e una ventina di casi di appropriazione indebita. L’inchiesta portata avanti dal pm Giulia Stignani ha evidenziato che dieci milioni di euro si sono volatilizzati per circa 270 assicurati.
«Petroni sarebbe meglio chiamarlo collaboratore di giustizia – aveva detto il difensore nell’arringa – visto che ha fornito dettagli puntuali e documentazione agli inquirenti, un lavoro complesso a cui lui ha dato un contributo decisivo per venirne a capo, anche perché si è partiti da 20-25 anni fa». Ne era uscito pure il ritratto difensivo di un uomo che «non ce la faceva più a vivere con quel peso sulla coscienza e ha confessato». Da quella sentenza di condanna sono passati dieci mesi, Petroni per la giustizia italiana è un uomo libero in attesa del processo d’Appello, ma nel frattempo ha inanellato due misteriose carcerazioni. —
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