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Degrado al Pala-Arbor «Situazione complessa già avviata la pulizia»

M.P.

La sindaca Carletti dopo la protesta di una residente «Capisco il disagio, sollecitato il curatore fallimentare»

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NOVELLARA. Dopo l’ennesima protesta di Vilma Paviani, che abita in via Provinciale Nord, a fianco dell’area degradata coperta da vegestazione selvaggia, denominata Pala-Arbor, interviene l’amministrazione comunale novellarese. «Condivido pienamente il disagio della signora Paviani e stiamo facendo tutto il possibile per tenere monitorata l’area». Così il sindaco Elena Carletti risponde in merito alle condizioni del terreno che avrebbe dovuto ospitare il nuovo palazzetto del paese.

«Come già ribadito, la situazione del cosiddetto “ex Pala-Arbor”, oggetto del fallimento Unieco, è molto complessa, ma il Comune di Novellara, in collaborazione con Ausl, polizia municipale e tecnici, sta portando avanti un fitto dialogo con il curatore fallimentare, sollecitandolo ad intervenire costantemente. Giovedì 3 ottobre scorso, dunque pochissimi giorni fa, è stata emessa una nuova ordinanza e tuttavia il curatore ha provveduto, nel frattempo, in autonomia, ad operare una prima pulizia dell’area. Nei prossimi giorni si interverrà in modo più puntuale».

«Ci rendiamo conto – continua la sindaca – che una situazione del genere sia logorante. Stiamo facendo tutto il possibile per far sì che l’area venga manutenuta e vengano ridotti i disagi ai nostri concittadini confinanti. Ma ci scontriamo, purtroppo, con una oggettiva limitazione del nostro raggio d’azione, perché la complessità e le ristrettezze economiche tipiche dei fallimenti non consentono di intervenire facilmente a nessuno» .

L’iter burocratico per la realizzazione del palasport era iniziato nel 2007, ma dopo anni e numerosi passaggi in giunta e consiglio comunale, non se n’è fatto più nulla e l’azienda è fallita. È rimasta però la fidejussione di 313 mila euro rilasciata dalla società in questione, tramite Unipol Sai Assicurazioni, ma dopo due anni di diatribe legali fra il Comune e la compagnia assicuratrice, la fidejussione, nell’ottobre 2018, è stata dimezzata in 156mila euro per chiudere la vertenza legale e per non rischiare di perdere l’intera cifra. —

M.P.

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