I cento fascicoli riesaminati riaccendono la bagarre politica
REGGIO EMILIA. I cento casi riesaminati dal Tribunale dei minori di Bologna riaccendono la polemica politica. «Qualcuno chiederà scusa al Pd per mesi e mesi di calunnie?» domanda il deputato dem Ubaldo Pagano alla luce dei risultati delle verifiche compiute dal presidente del tribunale dei minori di Bologna, Giuseppe Spadaro, dopo l’inchiesta Angeli e Demoni. Secondo il tribunale, non sarebbero risultate anomalie. «Le dichiarazioni e gli elementi presentati dal presidente Spadaro – continua il dem – sembrano cancellare in un colpo solo mesi e mesi di vergognosa propaganda, in particolare di Salvini e della Lega». Ed è proprio la Lega a replicare.
Per Lucia Borgonzoni, senatrice e candidata presidente alla Regione, e Gianluca Vinci, deputato e segretario del Carroccio in Emilia, «il sistema Bibbiano non erano i magistrati, ma i servizi sociali, il Pd non prenda in giro i cittadini». E poi: la «maldestra difesa di alcuni esponenti Pd lascia stupefatti: il sistema Bibbiano esiste».
Di Bibbiano torna a parlare anche la leghista Alessandra Locatelli, ex ministro per la Famiglia. «È bene sottolineare che le indagini sono partite per via delle numerosissime denunce delle assistenti sociali per abusi familiari prima che la Lega ponesse l’attenzione sullo scandalo. La Lega si è schierata semplicemente dalla parte dei bambini perché sia fatta chiarezza su quanto emerso dalle intercettazioni di un sistema logoro e sfaldato, denunciato dalle Forze dell’ordine. Non ci fermeremo finché la verità, a partire dalle misure di allontanamento disposte dai tribunali, fino alle procedure, alle consulenze e alla correttezza degli allontanamenti non sia emersa con chiarezza».
Nella polemica interviene anche la deputata di Forza Italia Benedetta Fiorini: «Il Pd, invece di scappare, venga a confrontarsi e a dare spiegazioni in Parlamento su quanto emerso dalle verifiche del tribunale dei minori di Bologna sulle richieste di affido avanzate dai servizi sociali della Val d’Enza. A fronte di cento richieste, il tribunale ne ha respinte 85: ciò vuol dire che se non ci fossero stati i giudici del tribunale dei minori a vagliare i casi, quei bambini oggi sarebbero in affido ad altre famiglie, hanno rischiato quindi di essere strappati ingiustamente alle famiglie naturali». Per la vicepresidente della commissione regionale d’inchiesta, Raffaella Sensoli del M5s, i servizi sociali «devono avere il ruolo fondamentale di aiuto alle famiglie, di sostegno nelle difficoltà, di facilitatore per trovare soluzioni a tutela dei minori e delle loro famiglie. Se diamo l’idea che siano inquisitori-investigatori alla ricerca di prove di maltrattamenti o abusi, miniamo ancora di più il rapporto di fiducia già troppo compromesso dalle cronache degli ultimi mesi e rischiamo che chi si trova in difficoltà non chieda più aiuto alle istituzioni che devono rimanere dalla parte dei bambini, delle famiglie e dei cittadini». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google