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In viaggio con “Zavattini oltre i confini” un reggiano che si sentiva a casa nel mondo

Nicole nasi
In viaggio con “Zavattini oltre i confini” un reggiano che si sentiva a casa nel mondo

L’omaggio a Palazzo Da Mosto nel trentennale della scomparsa di uno straordinario intellettuale  

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L’evento

Nicole nasi

Uomo di cinema, scrittore, fumettista, intellettuale e personaggio dal forte impegno politico. Cesare Zavattini era questo e molto altro come ha dimostrato durante la sua lunga vita e come emerge dagli studi che tutt’ora vengono fatti. Proprio in merito ai risultati delle ultime ricerche e in occasione del 30esimo anniversario dalla sua scomparsa, prenderà il via il prossimo 14 dicembre a Palazzo da Mosto la mostra a lui dedicata dal titolo “Zavattini oltre i confini”. Promossa da Fondazione Palazzo Magnani, Regione Emilia-Romagna-Ibc, Comune di Reggio Emilia e Archivio Cesare Zavattini, con la preziosa collaborazione della Biblioteca Panizzi, la mostra porterà alla luce un nuovo aspetto dell’artista: il suo ruolo a livello internazionale.

«Questo nostro omaggio ad un grande alla cultura italiana sarà un modo per approfondire la straordinarietà della figura e la poliedricità degli interessi culturali e sociali di Zavattini. Reggiano che si sentiva di casa nel mondo e dal mondo è stato ammirato e amato»: con queste parole Annalisa Rabitti, assessore alla Cultura di Reggio Emilia, ha introdotto la mostra che farà viaggiare gli spettatori dall’Argentina al Messico, da Cuba alla Russia, con una sosta negli Stati Uniti, fino ad approdare in Egitto sempre ricordando la sua terra.

Il progetto curato da Alberto Ferraboschi si basa su tre punti fondamentali: le reti e i rapporti che Za coltivava in ogni parte del mondo attraverso le epistole, le pratiche attraverso cui manteneva i contatti, servendosi del viaggio come esperienza e filo conduttore, e infine la ricezione del mondo con la consapevolezza dei cambiamenti sociali e storici.

Nell’esposizione a Palazzo da Mosto sarà possibile prendere visione di materiali documentari e iconografici, migliaia di carte originali, dattiloscritte e manoscritte, annotazioni autografe, fotografie, libri e video; ad arricchire tutto ciò ci saranno anche gli oggetti che hanno messo nero su bianco il suo estro come la sua macchina da scrivere, il basco, la borsa, i suoi passaporti, oltre ai 150 quadri della sua celebre collezione di “8x10” che Zavattini aveva raccolto nel corso degli incontri con alcuni dei più importanti artisti del ‘900». «Ogni suo viaggio aveva un progetto, che si trattasse di un nuovo film, di convegni o del ritiro di un premio – spiega Giordano Gasparini, direttore della Biblioteca Panizzi –. Mantenere le relazioni era fondamentale per lui, così da usare la cultura come strumento per abbattere le barriere e arrivare alla pace».

L’intento è sicuramente quello di proporre una mostra emozionale, una sorta di viaggio nel mondo insieme a lui grazie alla sue opere, mettendo in risalto l’internazionalità: immagini che lo ritraggono con personaggi come Fidel Castro, la lettera scritta al padre di Anna Frank, una pagina del libro di Oriana Fallaci dove lo ricorda, sceneggiature di film mai realizzati.

Nell’ambito dell’iniziativa è prevista la stampa del catalogo della mostra e in chiusura ci sarà nell’aula Magna dell’Università degli studi di Modena e di Reggio Emilia un convegno in cui verranno presentate le ricerche degli studiosi e non mancheranno le proposte didattiche rivolte ai bambini e ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie della città. —



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