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«Palasport, i picchetti del cantiere li metteremo la prossima settimana»

Cristina Orsini
«Palasport, i picchetti del cantiere li metteremo la prossima settimana»

Il sindaco Verona: «Lo stop nei lavori causato dalla sostituzione della ditta costruttrice. Ora procederemo spediti»

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guastalla. «Incrociamo le dita e aspettiamo la posa dei paletti del cantiere, la prossima settimana». Sì, proprio il cantiere per la costruzione del palazzetto dello sport Chiarelli-Donati (almeno il nome c’è già), a corredo della cittadella sportiva di via Sacco e Vanzetti, del quale si parla da 30 anni, per il quale, in aprile, è stata posata la prima pietra. Ma la seconda, nonostante i sette mesi trascorsi, ancora manca. Come hanno sottolineato, pochi giorni fa, le opposizioni in consiglio.

«Abbiamo dovuto risolvere diversi problemi in questi ultimi mesi – spiega il sindaco Camilla Verona – ma ora dovremmo essere in grado di partire con il cantiere e procedere speditamente con le opere. Tempo permettendo, dovrebbe essere terminato entro la primavera del 2021».

Cosa ha provocato lo stop del progetto da 3 milioni 250 mila euro, in parte stanziati dalla Regione (500 mila euro), in parte da sponsor privati (poco più di un milione) e il restante (un milione 750 mila euro) dal Comune? Semplice e molto “italico”: i problemi della ex ditta di costruzione, la Tecton di Reggio Emilia, incaricata dall’associazione temporanea di imprese Ciro Menotti, formata da Uisp, Kyoto Center Ssd e Gisport Srl che si è aggiudicata l’appalto, di realizzare l’opera. «Due mesi dopo la posa della prima pietra – prosegue Verona – siamo venuti a conoscenza che la Tecton aveva presentato il concordato con riserva e ci siamo molto spaventati, perché iniziare in quel modo uno degli interventi edili più importanti di questi anni certo non ci rassicurava».

Cautela necessaria, visto che la cooperativa ha rinunciato al concordato e ora si apre l’ipotesi della liquidazione coatta amministrativa.

E così, per il Comune, è iniziata la corsa contro il tempo: «Ci siamo immediatamente messi in contatto con la Ciro Menotti – racconta l’assessore allo sport Luca Fornasari – che nell’arco di due mesi (il 6 agosto scorso, ndr) ci ha comunicato il nome della ditta subentrante, la Nial Nizzoli di Correggio, alla quale è stata trasferita tutta la documentazione mentre in Comune abbiamo compiuto una serie di verifiche e controlli per evitare di trovarci, un’altra volta, nella stessa situazione di impasse». Il via libera definito è arrivato il 17 settembre scorso con una determina del responsabile Lavori pubblici del Comune. «E da quel momento – spiega l’assessore ai Lavori pubblici, urbanistica e ambiente Chiara Lanzoni – sono stati compiuti i sopralluoghi sul terreno dove nascerà il palazzetto, tra le piscine comunali e la pista di atletica,per definire l’area di cantiere. Nei prossimi giorni procederemo con la posa dei picchetti». E poi entreranno in funzione gli escavatori .

«Si tratta di un’opera importante per una cittadina di poco più di 15.000 abitanti – è il giudizio del sindaco Verona – che però ha un numero di società sportive enorme e una popolazione scolastica altrettanto importante. Direi che il palazzetto è entrato tra le priorità delle cose da fare, subito dopo la mia elezione, nel 2014, e certamente quando mi sono accorta che la precedente giunta aveva commissionato a uno studio di Pisa e pagato più di 180 mila euro il progetto, poi lasciato nel cassetto».

Il palazzetto – poco meno di 500 posti a sedere in tribuna, pavimentazione adatta per volley, basket e tutti gli altri sport indoor; la possibilità di dividere a metà lo spazio con una struttura mobile; funzionale anche a eventi e spettacoli – non solo dovrebbe soddisfare la richiesta di spazi sportivi, in particolare durante i mesi invernali, delle società del territorio, «ma darà anche una risposta definitiva – conclude il sindaco – alle esigenze degli istituti superiori Russell e Carrara, frequentati da qualcosa come 2.000 studenti che, ancora oggi, sono costretti a fare ginnastica nelle due palestrine interne alle scuole o a dover fare un chilometro a piedi per raggiungere altri impianti più grandi e più forniti di attrezzature».

Insomma, il palazzetto Chiarelli-Donati s’ha da fare e anche in fretta. —

Cristina Orsini

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