Quattro anni di carcere al trafficante bloccato con 139 chili di droga
I sacchi pieni di marijuana caricati sulle spiagge pugliesi Il difensore: «Faremo appello, basso il principio attivo»
REGGIO EMILIA. Quattro mesi fa il super sequestro di 139 chili di marijuana suddivisi in 15 sacchi pressati, ieri mattina la condanna del trafficante albanese 27enne Veizi Xhulio (che rimane in cella) nell’udienza preliminare tenutasi con rito abbreviato.
Il gup Andrea Rat con la pena di 4 anni di reclusione e 16mila euro di multa ha – in pratica – avallato la richiesta della Procura (l’inchiesta della Mobile è stata coordinata dal pm Maria Rita Pantani) che nella requisitoria si è focalizzata su una richiesta di 4 anni di carcere e 20mila euro di multa. Non soddisfatto – al termine del procedimento – l’avvocato difensore bolognese Roberto D’Errico: «Attendo le motivazioni della sentenza per poi fare ricorso in Appello – entra nel merito il legale – perché ritengo non corretta la qualificazione giuridica dell’ingente quantità di droga. Il principio attivo rilevato è di un chilo e 700 grammi, sotto perciò la soglia dei due chili previsti dalla Cassazione per definire l’ingente quantità. Non indicativa neppure la campionatura individuata».
In giugno, quando Veizi era stato fermato, i poliziotti avevano solo dovuto aprire le portiere dell’auto per scovare la merce che, una volta venduta sulla piazza reggiana, sarebbe valsa qualcosa come 600mila euro.
La droga era stipata nell’auto fermata vicino al parcheggio della Caserma Zucchi, alle porte di Reggio.
Una partita seguita passo passo dagli uomini della Mobile, che avevano installato un gps magnetico sull’auto dopo che era stata avvistata più volte nella zona della stazione, vicino a degli spacciatori di piccolo taglio.
Un’intuizione investigativa che nel giro di pochi giorni aveva dato i suoi frutti, interrompendo un ulteriore ingente traffico di droga destinato – come aveva descritto il capo della Mobile, Guglielmo Battisti – al rifornimento della rete vendita localizzata principalmente in stazione. La droga sequestrata aveva tracce di sabbia sulle confezioni.
L’ipotesi è che fosse appena sbarcata sulle coste pugliesi, per essere trasportata a Reggio in macchina dall’albanese. —
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