Sant’Anna, sindacati sul piede di guerra
Sgb: «Contro i tagli, sciopero di 24 ore il 25 ottobre» Cgil: «Va mantenuto un servizio pubblico di qualità»
CASTELNOVO MONTI. La Federazione provinciale Sgb (Sindacato generale di base) ha proclamato uno sciopero di 24 ore contro i tagli negli organici del servizio sanitario nazionale «per la difesa e il rilancio della sanità pubblica e universalistica». Una protesta che il segretario generale Sgb Pasquale Tucci collega «alle preoccupazione per la chiusura permanente del reparto di degenza breve dell’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti e alle incertezze che persistono sulla possibile riapertura».
organici al lumicino
«Il disavanzo nel bilancio Ausl di 19 milioni – scrive in una nota – non ha certamente fatto bene alla già grave carenza degli organici, aggravata dal fatto che l’Azienda sanitaria reggiana non ha rinnovato i contratti a termine del personale del comparto del ruolo sanitario, utilizzato per la stagione estiva».
«Dopo la chiusura definitiva del punto nascite – prosegue Tucci – ancora una volta i residenti del distretto montano devono fare i conti con la chiusura di un servizio e il relativo depotenziamento della struttura ospedaliera. Ormai, ogni volta che, in occasione della stagione estiva, l’azienda sanitaria reggiana attua in via straordinaria una restrizione sull’attività dei presidi ospedalieri della provincia, non si è più certi se riprenderà il regime ordinario alla fine dell’estate». E ancora: «Purtroppo quella della carenza degli organici è ormai una patologia cronica che assilla l’azienda Usl di Reggio Emilia che, forse, dovrebbe iniziare a interrogarsi sul perché, ad esempio, non riesce ad essere “attraente” nei confronti dei professionisti di talune discipline della medicina specialistica al punto di essere costretta, talvolta, a richiamare e reclutare medici in pensione con contratti libero professionistici».
Secondo Sgb però le criticità dell’Ausl reggiana vanno lette nel quadro più generale dei tagli alla sanità pubblica. «Solo nell’ultimo decennio – conclude – abbiamo assistito a un gravissimo definanziamento del Fondo sanitario nazionale che ha sgretolato sempre di più il Servizio sanitaria nazionale, la cui sostenibilità oggi viene messa in dubbio dagli stessi che strizzano l’occhio alla sanità privata».
E sulla carenza di medici interviene anche la Cgil.
UN’AZIONE SINERGICA
«Ci siamo più volte confrontati con l’Ausl – sottolinea Elena Strozzi, della segreteria Cgil Reggio Emilia – consapevoli che non si tratta di una criticità solo reggiana: questo però non riduce la nostra preoccupazione. Stando a dati Ansa, nei prossimi 5 anni in Italia verranno a mancare 45mila medici per effetto dei pensionamenti. È ormai evidente – prosegue – che occorre un azione sinergica che operi su più fronti, a partire dal mondo universitario, che non sempre si muove in risposta alle reali esigenze del Sistema sanitario nazionale, per arrivare fino alla politica». «Su questo tema è necessario che le istituzioni si interroghino su quali politiche sanitarie adottare per garantire la tenuta dei servizi sanitari pubblici ai cittadini – continua Strozzi –. La professionalità e la dedizione dei professionisti che operano in sanità ha per molto tempo garantito il livello di qualità che siamo abituati a conoscere nel nostro territorio, ma ci sono dei livelli minimi di presenza che occorre garantire per poter tenere aperti i servizi».
«I lunghi tempi tecnici per la formazione di nuovi medici non sono, infine, un dato insignificante – conclude – occorrerà nel frattempo pensare a modelli organizzativi non di tipo emergenziale che abbiano come unico obiettivo quello di garantire un servizio pubblico di qualità». —
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