Falso “Reggiano” scovato alla fiera agroalimentare di Anuga a Colonia
Sequestrati due prodotti a denominazione “Parmesan” dopo la denuncia del Consorzio alle autorità tedesche
REGGIO EMILIA. Anche l’edizione 2019 di Anuga, la più importante manifestazione fieristica al mondo dedicata al food & beverage che si tiene a Colonia con oltre 8 mila espositori e 165 mila visitatori provenienti da tutto il mondo, è scattata la segnalazione del Consorzio del Parmigiano Reggiano che ha portato alla denuncia di falso Parmigiano Reggiano con un pronto intervento delle autorità tedesche. Si tratta di due prodotti con denominazioni chiaramente evocative rispetto a quelle in uso esclusivo al Parmigiano Reggiano (“Parmesan”).
Parliamo di formaggi recanti denominazioni in palese conflitto con la sentenza ottenuta dal Consorzio nel febbraio 2008 presso la Corte di Giustizia delle Comunità Europee, quando venne sancito che il termine “Parmesan” non è generico, ma rappresenta un’evocazione della denominazione “Parmigiano Reggiano” e non può essere utilizzato per formaggi non conformi al disciplinare della Dop italiana.
«La tempestività dell'intervento delle autorità tedesche a seguito della nostra denuncia – sottolinea il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli – si lega al fatto che, dopo anni di contenziosi, abbiamo ottenuto dall’Unione Europea una legislazione che non lascia dubbi in materia di tutela, prevedendo, tra l'altro, anche l'obbligo di tutela delle Dop “ex officio” in tutti gli Stati membri della Ue, con una responsabilità diretta dei Paesi membri in materia di vigilanza». «È proprio su queste basi – prosegue Bertinelli – che in Europa il nostro sistema di vigilanza e repressione ha quei livelli di efficacia che ancora non sono possibili in tutto il mondo e ai quali l'Unione Europea deve assolutamente puntare. Fuori dall’Unione, si registra infatti un diffuso utilizzo ingannevole di richiami alla nostra denominazione e all'origine geografica del Parmigiano Reggiano, con evidenti ripercussioni negative sulle nostre possibili esportazioni».
«Non è la prima volta – conclude il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli – che un Parmesan viene esposto in una fiera internazionale così importante per le eccellenze agroalimentari, dove forse la spudoratezza spinge qualcuno a pensare che si allenti la rigidità dei controlli che avvengono sul mercato: il risultato è che, al contrario, è scattata la richiesta di intervento delle autorità tedesche, che proprio in questa sede assume un clamore tale da scoraggiare a maggior ragione chi attua frodi o contraffazioni che sono già state oggetto di pesanti condanne per diverse imprese.
La richiesta di intervento delle autorità tedesche a Anuga cade in un periodo particolare. I dazi Usa scatteranno il prossimo 18 ottobre: un vero e proprio atto di guerra nei confronti delle indicazioni geografiche europee. «La politica italiana e europea – commenta a questo proposito Bertinelli – deve essere a fianco dei Consorzi perché nel mondo dobbiamo affrontare costosissime cause legali affinché i nomi delle indicazioni geografiche siano utilizzati solo per gli autentici prodotti italiani. In casi come questo, è chiaro che i Consorzi sono a tutti gli effetti bracci operativi nella lotta alla contraffazione e che vanno sostenuti per la causa comune della tutela del Made in Italy. Sul mercato non ci devono più essere un Parmesan made in Wisconsin, un Asiago o un Gorgonzola americani. Le Dop come il Parmigiano Reggiano sono un patrimonio culturale italiano che va tutelato. I “tarocchi” che vengono prodotti altrove e che usano un nome che evoca il prodotto originale italiano hanno come effetto quello di trarre in inganno il consumatore». —
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