«Feci il sopralluogo a Brescello pareti e corridoio insanguinati»
Rievocati dai testi della difesa gli accertamenti fatti per l’omicidio di Ruggiero: trovati berretti, divise e l’auto dei finti carabinieri
Nel processo – in Assise – sui due delitti in odore di ’ndrangheta del 1992, ieri è stata la volta dei primi testimoni chiamati dalle difese degli imputati (Nicolino Grande Aracri, Angelo Greco, Antonio Ciampà e Antonio Lerose).
Le deposizioni si sono concentrate sul delitto, a Brescello, di Giuseppe Ruggiero. Sentiti cinque carabinieri. Tre effettuarono i sopralluoghi sulla scena del delitto (commesso da killer travestiti da uomini dell'Arma) e ispezionarono anche l'auto camuffata da «civetta» dei militari. Mentre altri due carabinieri di Parma sono stati sentiti perché ritrovarono abbandonata nella corsia sud dell'Autosole una delle auto (una Fiat Tipo targata Modena) rubate dal commando omicida, già predisposta per garantirsi la fuga in Germania, accanto alla quale furono rinvenute anche le divise farlocche usate dagli assassini. Gli investigatori ascoltati sono stati bersagliati di domande minuziose – in cerca di falle nelle versioni – sulle metodologie seguite all'epoca negli accertamenti ( la metodologia scientifica era allora molto limitata, in una valigetta solo guanti, pinzette, sacchetti, gessetti, numeri e lettere) e sulle procedure di catalogazione dei reperti rinvenuti. Il luogotenente Giampiero Serraiuolo è stato il più esaustivo: «Ero stato delegato dal comandante a svolgere gli accertamenti sulla scena del delitto, feci anche delle fotografie. Un’attività svolta dall’esterno (in cui trovarono bossoli e berretti, ndr) sino all’interno della casa dove ricordo il corridoio e le pareti piene di sangue. La finta auto dell’Arma era impregnata di benzina, venne trovato un indumento sulla strada verso Parma» Gli altri per lo più non ricordano e sono stati aiutati con i verbali redatti nel 1992, concordando comunque su un punto: le indagini vere e proprie erano accentrate sull'allora comandante del nucleo operativo dei carabinieri. Quest’ultimo, però, non deporrà in aula: un certificato medico ne attesta infatti i problemi di salute. —
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