«La Regione si muova subito per riaprire la Degenza breve»
Dopo le proteste, il dibattito politico. Interpellanza del consigliere Delmonte «Dopo il punto nascite, l’ospedale Sant’Anna rischia di perdere un altro pezzo»
CASTELNOVO MONTI. Il tema del reparto di degenza breve all’ospedale Sant'Anna diventa terreno di dibattito anche politico. Gabriele Delmonte, consigliere regionale della Lega, ha presentato una interrogazione a risposta scritta interpellando la giunta. E molto si discute anche sulle motivazioni indicate dall’Ausl per la mancata riapertura del servizio, ovvero la carenza di anestesisti; una discussione che coinvolge il livello non solo locale, ma nazionale, anche a seguito di notizie tragiche arrivate ieri da un ospedale di Vibo Valentia (il decesso del feto in grembo a una donna di 32 anni che non ha potuto effettuare il parto cesareo per presunta mancanza di anestesisti). Nel documento presentato alla giunta, Delmonte afferma: «Quando si ha a che fare con la tutela della salute dei cittadini tergiversare è fuori luogo. Occorrono risposte certe, chiare e puntuali. Pertanto non è accettabile che il reparto di Degenza breve del Sant’Anna di Castelnovo Monti sia ancora chiuso e non si sappia nulla né dei motivi per i quali resta chiuso, né della tempistica relativa alla sua riapertura. Abbiamo interpellato la giunta – prosegue Delmonte – per sapere quale sia il motivo di tale mancata riapertura e quale sia la data prevista per la ripresa delle attività, ma anche sapere come sia stato riallocato il personale medico e infermieristico che operava nel reparto ad oggi, incomprensibilmente, chiuso. Dopo la definitiva chiusura del punto nascite avvenuta due anni fa, insieme agli analoghi servizi di Pavullo e Borgatoro, il Sant’Anna rischia di perdere un altro pezzo, e questo non è tollerabile da parte dei cittadini dell’Appennino, che possono a buon diritto lamentarsi di essere considerati di serie B. Pertanto occorre che la Regione si attivi quanto prima non solo per scongiurare la chiusura del servizio, quanto per la sua riattivazione immediata».
GLI ANESTESISTI
Nei giorni scorsi l’Ausl reggiana aveva indicato nella mancanza di circa 23 anestesisti negli ospedali provinciali il motivo della mancata riattivazione di quel servizio al Sant’Anna, che conta nove posti letto per pazienti che richiedono ricoveri limitati nel tempo. Una ricerca di specialisti, anche in Ausl vicine, ha finora dato pochi risultati, e la carenza di medici con questa specializzazione appare un problema nazionale.
LE FACOLTA’ DI MEDICINA
Nei giorni scorsi si è discusso ampiamente della sentenza del Consiglio di Stato che ha riammesso gli studenti esclusi lo scorso anno dalla Facoltà di Medicina, anche in relazione alla scarsità dei medici già nella fase attuale, e prevedibile nei prossimi anni. Il dibattito ha visto anche chi, come l’eurodeputato Aldo Patriciello (Forza Italia), ha rilanciato la proposta dell’abolizione dei test d’ingresso e del numero chiuso a Medicina, che avrebbe portato a questo “imbuto formativo” negli ultimi anni. C’è chi invece sottolinea come a creare i maggiori problemi sia in realtà il passaggio alla specializzazione post-laurea: il ministero fornisce poche borse di studio e la specializzazione è un percorso molto costoso, oltre che selettivo. Fatto sta che oggi gli anestesisti sono pochi, e non è l’unica specializzazione che evidenzia carenze. Mancano anche pediatri, ortopedici, cardiologi, chirurghi. A questo si aggiungono le allarmanti prospettive per i prossimi anni: l’Italia ha i medici più vecchi d’Europa, con il 54% del totale che più di 55 anni. —
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