A centinaia in piazza per difendere i curdi «Sono reggiani, il loro destino è il nostro»
Corteo in centro storico contro la guerra, in molti hanno ricordato la cittadinanza onoraria concessa al popolo curdo
Una piazza affollatissima, quattrocento volti di donne, uomini e bambini radunati davanti al municipio, in piazza Prampolini, e poi in piazza della Vittoria. Tutti con un solo scopo: stringersi attorno al popolo curdo e urlare a gran voce la fine dell’attacco turco nel nord della Siria.
Una manifestazione lanciata a livello nazionale e internazionale, raccolta a Reggio Emilia dalla “Rete reggiana per il Rojava” e che, in pochi giorni, ha raccolto l’adesione di decine di gruppi, partiti, associazioni e centri sociali. Presenti fra gli altri, ieri sera alle 19.30, Cgil e sindacalisti, Anpi, Arci, Legambiente, Partito democratico, Articolo Uno, Più Europa, Reggio È, Non una di meno, Casa Bettola, Aq 16. E, ancora, consiglieri comunali e rappresentanti di praticamente tutti i partiti reggiani.
La manifestazione, che è stata replicata anche in molte altre città italiane, acquisisce però a Reggio una valenza particolare. Perché i curdi sono reggiani non solo per un affettuoso sentimento di vicinanza e solidarietà. Lo sono letteralmente da quando, a dicembre 2016, il consiglio comunale ha votato e approvato il conferimento della cittadinanza onoraria al popolo curdo e al loro leader, Abdullah Ocalan, incarcerato in Turchia. Una realtà che è stata ricordata da molti dei presenti ieri in piazza Prampolini e anche dai ragazzi della Rete per il Rojava.
«Questa città ha riconosciuto la cittadinanza onoraria al leader politico Ocalan detenuto illegalmente in Turchia nell’isola-carcere di Imrali e a tutto il popolo curdo – hanno spiegato – difendiamo i nostri fratelli e le nostre sorelle» dall’offensiva «che il Regime islamista di Erdogan ha lanciato contro la Federazione della Siria del Nord in Rojava». Un attacco che è espressione «di una politica che mira alla repressione e persecuzione etnica dei curdi e di tutte le minoranze e getta le basi per il ritorno dell’Isis e il profilarsi di un nuova crisi siriana difronte alla quale l’Europa e il mondo non devono restare indifferenti».
Ricordando il sacrificio di quanti fra uomini e donne hanno dato la vita per la libertà di tutti e tutte noi, proseguono i manifestanti, «impedendo all’orda nera di dilagare, pretendiamo che la comunità internazionale prenda una posizione netta e chiara in favore del popolo curdo contro la tirannide del governo Turco. Perché il progetto di autonomia e libertà iniziato in Rojava possa continuare e divenire più forte. Per questo abbiamo raccolto l’appello alla mobilitazione globale lanciato per la giornata di oggi (ieri, ndr) a scendere in piazza a fianco del popolo curdo contro l’invasione turca».
I manifestanti si sono ritrovati alle 19.30 davanti al Comune, per marciare poi fino in piazza delle Vittoria. Tanti i rappresentanti delle istituzioni presenti, dai consiglieri comunali al segretario provinciale del Pd, fino al presidente della Provincia e al parlamentare Andrea Rossi. A spiegare le ragioni della protesta l’ex candidato sindaco Daniele Codeluppi, che ha elogiato «il coraggio dei combattenti curdi, lo stesso che hanno avuto i nostri partigiani nella Resistenza». —
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