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quattro castella 

All’eremo di Salvarano si è parlato di presepi «La sfida è attualizzarli»

Giuseppe Orlandini

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quattro castella. Per festeggiare i dieci anni di attività, l’associazione Amici del presepe di Reggio Emilia, ha organizzato all’eremo di San Michele, a Salvarano, un convegno al quale hanno dato il loro contributo Fernando Lanzi, direttore del museo della Beata Vergine di San Luca a Bologna; monsignor Tiziano Ghirelli, responsabile dell’Ufficio diocesano dei Beni culturali; don Romano Vescovi, rettore del santuario di San Michele; l’assessore Danilo Morini del Comune castellese. I lavori del convegno sono stati aperti dal presidente dell’associazione, Ermes Azzimondi. «L’obiettivo principale della associazione che da dieci anni organizza la mostra dei presepi durante il periodo delle festività natalizie – ha detto – è quello di riportare la tradizione all’interno delle famiglie, perché il presepe non è solo strumento di evangelizzazione ma è anche un messaggio culturale ed educativo per le giovani generazioni, valido anche nel nostro tempo».

Hai poi preso la parola monsignor Ghirelli, che ha voluto sottolineare il significato teologico del presepe come simbolo della incarnazione di Gesù. «Le eresie – ha detto – non c’erano solo al tempo di san Francesco, ma ci sono anche nel terzo millennio, e il presepe è la risposta della Chiesa, da duemila anni a questa parte, alle false rappresentazioni di Gesù. Il presepe aiuta i giovani e i meno giovani a comprendere i significati e le simbologie principali della fede cristiana-cattolica».

È stato poi chiamato in causa Lanzi che, con la collaborazione della moglie e l’aiuto di diapositive, ha compiuto un approfondito della storia dei presepi dalle origini fino ai giorni nostri. «Il primo presepe realizzato con le statuine come lo conosciamo oggi – ha spiegato – è stato realizzato nel 1283 da Arnolfo di Cambio con statuine in marmo sessanta anni dopo la rappresentazione di san Francesco. Ma la vera sfida per i presepisti – ha concluso – sarà quella di attualizzare il messaggio di salvezza di Gesù, con i nuovi mestieri del nostro tempo» . —

Giuseppe Orlandini

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