Cent’anni e non sentirli la vita straordinaria di Maria Pugnaghi
BAISO. Cento anni portati con grande energia, piena di memorie e di ricordi.
Giovedì scorso Maria Pugnaghi, di Lugo di Baiso, ha festeggiato un secolo di vita nella sua casa situata nella frazione vicina al corso del Secchia, nella zona in cui il fiume riceve l’affluente Rossenna.
A omaggiarla in un giorno specialissimo, il figlio Claudio, la nuora, i nipoti e la bisnipote, tanti abitanti della borgata assieme al parroco di San Cassiano don Luigi Giansoldati, al sindaco di Baiso Fabrizio Corti e alla giovanissima sindaca del Consiglio dei ragazzi e delle ragazze del Comune collinare.
Il traguardo è reso ancora più bello dalla lucidità e dalla forma di Maria, una donna forte con una vita dura e faticosa alle spalle. Nata a Morano di Polinago nel modenese, a pochi chilometri da Lugo, si trasferì oltre fiume nel 1955, dopo aver sposato Duilio Donadelli, detto Bruno. La loro vita è uno spaccato dell’Appennino: lei a servizio a Milano e poi mondina, lui soldato in Libia e in Grecia e, al termine della guerra, dove Maria ha rischiato più volte di essere uccisa, insieme in Francia per la campagna delle barbabietole. Il duro lavoro nelle campagna di Francia è ciò che permette la costruzione della loro casa di Lugo e la nascita dei loro due figli, Claudio e Giorgio, quest'ultimo morto diversi anni fa. Anni intensi, quelli in Francia, di distanza dalla famiglia, fondamentali però per realizzare un futuro. Maria, dopo un quinquennio in ceramica, dovette interrompere la sua esperienza lavorativa per motivi di salute: al medico che la visitò e che, stupito, le domandò come avesse potuto continuare a lavorare, Maria disse: «Io alla fatica sono sempre stata abituata». —
Adr.Ar.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
