Coltellate al collo, al cuore e all’addome l’assassino ha infierito su Luca Aldrovandi
Alle 20 di mercoledì l’ultima telefonata tra l’operatore turistico e la moglie Eva. L’ipotesi rapina pare sempre più lontana
guastalla. Coltellate all’addome, al collo, una vicina al cuore. Chi ha ucciso Luca Aldrovandi ha infierito senza pietà.
A due giorni dall’omicidio dell’operatore turistico di 52 anni – originario di Guastalla ma da ormai una ventina di anni trasferitosi a Sabang, sull’isola di Pulau Weh, nell’arcipelago indonesiano, paradiso di sub e amanti dello snorkeling – si fa più chiaro il quadro degli elementi sui quali la polizia indonesiana sta indagando.
Gli interrogatori dei dipendenti della locanda “Bixio Cafè”, il piccolo ristorante con bungalow in affitto che Aldrovandi gestiva assieme alla moglie Eva, talvolta con l’aiuto della figlia di 10 anni, proseguono senza sosta per ricostruire la dinamica del delitto e per venire a capo del movente.
Il corpo di Aldrovandi è stato trovato da un collaboratore, intorno alle 8 del mattino di giovedì 10 ottobre (le 3 di notte in Italia), in veranda, in un lago di sangue. Accanto al corpo la polizia ha sequestrato un coltello da cucina sporco di sangue – probabilmente l’arma del delitto – e sul frigorifero ne è stato trovato un altro, di dimensioni più piccole. L’omicidio sarebbe stato consumato durante la notte: la moglie, infatti, ha Luca al telefono, intorno alle 20 di mercoledì sera. Subito dopo si sono perse le sue tracce. L’operatore turistico con la passione dell’ambiente e degli animali è stato visto, l’ultima volta, allontanarsi in direzione della spiaggia .
Secondo le informazioni filtrate dalle indagini – seguite anche dall’ambasciata italiana a Giacarta, che è in costante collegamento con la Farnesina – si allontana l’ipotesi di una rapina finita nel sangue, perché sull’isola la delinquenza è molto scarsa e perché – proprio grazie alle verifiche fatte dalla moglie di Luca, partita immediatamente da Guastalla, dove si trovava con la figlia che frequenta le scuole in Italia – dall’abitazione sembra non manchi nulla di valore. Dunque – è il ragionamento – chi ha ucciso Luca doveva conoscerlo, e l’aggressione è stata provocata – si sospetta – da risentimenti personali o da una lite degenerata. Per questo motivo le indagini della polizia scandagliano ancora i rapporti tra l’operatore turistico e i suoi dipendenti. Che sono stati interrogati tutti, ma due sono stati fermati. Uno, in particolare, è gravato dai maggiori sospetti perché poche ora prima del delitto ha chiesto un permesso per raggiungere la sua città, Medan, a Nord di Sumatra. E lì, appena sbarcato, è stato bloccato.
Resta da capire se le autorità locali ordineranno o meno l’autopsia sul corpo di Luca Aldrovandi – che si trova nell’ospedale di Sabang, dove si è recata immediatamente anche la moglie – o se daranno il via libera per riportare la salma in Italia, come sperano i parenti . —
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