Dallari: «Non potere fare nulla è una grandissima sofferenza»
GUASTALLA. «E' una sofferenza. Vorremmo essere d’aiuto in qualche modo, anche nei confronti della moglie Eva, che è una donna molto forte, ma purtroppo non sappiamo cosa e come fare». A parlare è Stefano Dallari, dentista, presidente della Casa del Tibet di Votigno, amico di Luca Aldrovandi, il 52enne ucciso a coltellate in Indonesia.
«Non so cosa dire, se non ribadire che Luca era una persona eccezionale. Era famoso per la sua cucina emiliana nel suo ristorante “Bixio Cafè” a Pulau Weh, proprio in onore di Nino Bixio, il generale patriota politico italiano morto ad Aceh nel 1873. Stava pulendo spiagge e fondali e aveva cercato di coinvolgere in questo lavoro alcune persone del posto. Tempo fa era andato ad esplorare un tratto di jungla. Voleva scrivere un libro sulle popolazioni indigene, ma evidentemente è un progetto che è rimasto nel cassetto».
«Io sono andato a trovarlo a Pasqua – prosegue Dallari – per cui sono passati diversi mesi. Avrebbe dovuto tornare in Italia per le feste di Natale. Stando da questa parte del mondo, sapere davvero cosa possa essere accaduto è difficilissimo. Si sentono solo chiacchiere, come quella sentita poche ore fa sulla possibilità di effettuare un'autopsia. Luca era davvero una persona buona e disponibile. Pensi che quando nel '96 ho avuto un incidente che mi ha mandato in coma, lui è partito per l'India per andare a trovare il Dalai Lama per chiedegli di pregare per me. Cosa che effettivamente ha fatto. Che dire dunque ancora?– conclude Dallari – Aspettiamo notizie dall'Indonesia ma, ripeto, stare qui e non poter fare nulla è una grande sofferenza». —
M.P.
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