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«È sempre più difficoltoso trovare famiglie affidatarie»

«È sempre più difficoltoso trovare famiglie affidatarie»

L’allarme del presidente del Tribunale dei Minori nell’incontro con i servizi sociali Aumentano fra gli operatori anche richieste di trasferimento o cambi mansione

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REGGIO EMILIA. «È forte la mia preoccupazione per le difficoltà che ora state riscontrando nel trovare famiglie affidatarie». Non solo il riesame dei cento fascicoli, durante il quale non sarebbero emerse anomalie procedurali. Ma anche l’allarme per le crescenti difficoltà nel reperire famiglie affidatarie, in un sistema che – a prescindere dalle specificità del caso Val d’Enza – sta mettendo a dura prova i vari soggetti coinvolti nei servizi sociali emiliano-romagnoli. È un altro particolare emerso nell’incontro del 13 settembre a Bologna, al quale hanno partecipato il presidente del Tribunale minorile, Giuseppe Spadaro, e i responsabili dei servizi sociali dei Comuni e delle Unioni delle province di Reggio, Modena e Parma.

I FASCICOLI

Una riunione convocata da Spadaro per fare il punto sui controlli avviati all’interno del tribunale minorile dopo lo scandalo affidi innescato dall’inchiesta: cento i fascicoli riesaminati, relativi a segnalazioni provenienti dal 2017 dalla Val d’Enza, con i quali si prospettava l’allontanamento dei bambini dalle famiglie. In 85 casi il tribunale ha deciso di lasciare i bambini in famiglia. Nei 15 casi in cui i giudici hanno accolto la richiesta di allontanamento, per la metà i genitori non hanno fatto ricorso. Per il resto, i ricorsi sono stati respinti in Appello. In una trentina di casi controversi, i giudici minorili hanno deciso per l’affido esplorativo, misura che non prevede l’allontanamento e chiede ai servizi di sostenere genitori e figli per superare momenti di difficoltà. Numeri che hanno indotto Spadaro a definire la giustizia minorile, nel suo complesso, come un sistema «sano».

L’APPELLO

Ma oltre ai numeri e alla vicinanza espressa ai servizi sociali (con il monito che eventuali «mele marce» vengano «giudicate dalla magistratura e punite in maniera severa»), da Spadaro è partito anche l’allarme sulla situazione in cui si trovano in regione le famiglie affidatarie. I genitori affidatari, recita il verbale dell’incontro secondo quanto ricostruito dal Corriere di Bologna, «sono persone straordinarie che hanno la generosità di accogliere bambini in difficoltà temporanea ben consci di non poter divenire genitori, persone fantastiche che dobbiamo continuare a trovare sul territorio», anche se, ha aggiunto il presidente, «capisco che non è semplice e che la terribile vicenda ha purtroppo arrecato un danno all’intera vostra categoria così come a quella degli psicologi e all’intero sistema della giustizia minorile».

ALTRE CRITICITà

Nella stessa riunione, infine, sarebbero emersi altri due elementi: un aumento di richieste di trasferimento anche fuori regione da parte degli operatori e, parallelamente, richieste di cambi di mansione, con assistenti che preferiscono ad esempio occuparsi di anziani piuttosto che seguire casi che riguardano i minori. Un altro effetto Bibbiano, sul quale Spadaro ha invitato gli operatori a «continuare a lavorare con la professionalità di sempre». «Abbiamo il dovere di continuare a occuparci dei bambini che davvero assistono a violenze familiari inaudite, a padri che massacrano le madri, a genitori abusanti, che istigano alla prostituzione, che abusano sessualmente, i quali come sapete sono tanti, e hanno bisogno di essere realmente seguiti e protetti». —

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