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Medici e infermieri salutano “Giusy” Zani puericultrice da 40 anni

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montecchio. Tante emozioni, ricordi e risate venerdì, al ristorante Villa Cupido, per la cena di saluto a una collega storica, Giuseppina Zani, puericultrice del reparto di Ostetricia dell’ospedale Franchini dal 9 novembre 1979 che, dopo 40 anni, è andata in pensione. Tutto il personale del reparto ospedaliero scrive questa lettera per lei.

«Celebriamo un pensionamento. Non è comune, né scontato. Vogliamo lasciare un messaggio: che si può amare anche un lavoro, che lavorare non è solo frustrazione, notti perse, risvegli all’alba, stanchezza e routine. Ma che un lavoro può anche essere un modo per migliorare se stessi e donare qualcosa agli altri. Nella lunga carriera della nostra Giusy, mai una volta che l’avessimo sentita lamentare un disagio, mai una volta che l’avessimo vista annoiata o disillusa. Al mattino era una delle prime a comparire nel lungo corridoio del nostro reparto, pronta, anzi prontissima, dopo le consegne, a rifugiarsi nel suo amato nido, a prendersi cura dei neonati di tutti. Tutte le volte che c’era stata una nuova nascita, coglievi tangibilmente la sua ansia nel conoscere il nuovo nato, nel poter prenderlo in spalla al più presto. Giusy parla con i neonati, non sappiamo cosa si aspetti che capiscano, ma sembra davvero convinta! E questo le mamme lo capivano, si fidavano, speravano tutte che prima o poi il loro bimbo capitasse nelle braccia amorevoli ed esperte di Giusy. Amorevoli, ma anche esperte, espertissime. La Giusy è diventata un punto di riferimento imprescindibile anche per i medici! E tutto senza mai esagerare, sempre con modestia e amore. Quell’amore che solo riesce a rendere un lavoro un bel lavoro. Giusy non sarà famosa, né socialmente in vista, ma lo è per tutte le mamme che l’hanno vista prendersi cura dei loro bimbi. Per cui, a modo suo, anche la Giusy può essere considerata a ragione un grande personaggio! Oltre a festeggiare la nostra collega quindi, mandiamo un messaggio: l’invito ad amare il proprio lavoro, se vogliamo che non diventi la parte più negativa della nostra giornata e della nostra vita! Impariamo tutti da Giusy che un sorriso, un semplice sorriso (e sorridiamo tanto ogni giorno! ) portato sul lavoro rende quel lavoro più sopportabile e da’ una mano a chi ha bisogno di noi! Grazie Giusy e goditi la tua meritata pensione. Con tanto affetto, ma proprio tanto... i tuoi cari colleghi che da oggi in poi sorrideranno un po’ di più». —

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