«Spacciatori, bombole gpl e bivacchi sotto il Comune»
Lo denuncia il consigliere di minoranza Alessandro Davoli in una interpellanza Il sindaco Bini: «Allarmismo ingiustificato. Non risulta nulla. Invito alla prudenza»
È un quadro a tinte a dir poco fosche e allarmanti, quello disegnato dal consigliere di minoranza Alessandro Raniero Davoli, capogruppo di Castelnovo Libera e consigliere dell’Unione dei Comuni montani. Toni scritti nero su bianco in un’interpellanza depositata venerdì e girata ai giornali ieri, che denuncia «furti, spaccio di stupefacenti a minorenni, situazione di grave pericolo per la salute, l’incolumità di cose e persone, sotto la sede del Municipio di Castelnovo Monti, piazza Antonio Gramsci 1».
«Abbiamo verificato anche stamattina (ieri, ndr). Non c’è nulla di quanto denuncia Davoli – risponde il sindaco Enrico Bini, da noi interpellato –. I suoi sono toni bruttissimi, un allarmismo ingiustificato. Castelnovo Monti non lo merita. Sto già preparando la risposta scritta alla sua interpellanza. Lo inviterò alla prudenza. Certe notizie vanno prima verificate».
Il consigliere di opposizione, che riferisce di un episodio a sua volta riportatogli da «un noto esercente di Castelnovo Monti», a modo suo alcune verifiche le ha fatte, ma dopo la deposizione della sua interpellanza. «Questa mattina (ieri, ndr) ho fatto un sopralluogo con tre agenti della municipale, presente il comandante Gianfranco Musiari – fa sapere Davoli –. Ho visto segni di frequentazione, stracci, rifiuti, ma niente bombole e niente extracomunitari o effetti personali».
Le bombole di gpl e gli immigrati che lì si sarebbero dovuti trovare, secondo Davoli, erano quelli visti dal figlio 14enne del commerciante di cui riporta il racconto nella sua interpellanza. Mentre era in una gelateria di piazza Gramsci, è il racconto, il ragazzo sarebbe stato derubato della giacca da un immigrato che poi, con un compagno di scuola, ha inseguito nei garage del palazzo trovandosi di fronte «sei o sette extracomunitari», con «diverse bombole del gas, alcuni fornelli», «un forte odore e alcune ragazzine minorenni che con gli extracomunitari si stavano fumando quelle che non erano certo sigarette...». Era «la mattina del 27 settembre durante il cosidetto “lo sciopero per il clima”».
Davoli dice di essersi rivolto anche ai vigili del fuoco: «Sia il vice Fornaciari che il comandante Fulvio Casali non sono mai stati informati in merito alle bombole del gas. Insomma tutti cadono dalle nuvole, meno i carabinieri che, a quanto pare, sono già intervenuti altre volte».
Niente di tutto questo, replica seccamente il sindaco. «Intanto la manifestazione per il clima – dice Bini – è stata fatta in piazza Peretti. In piazza Gramsci il 27 settembre stavano ancora installando le strutture per la fiera. Inoltre, i fatti riportati da Davoli erano già stati denunciati a marzo e, anche allora, l’esito delle verifiche fu negativo. Verifiche che si sono protratte nel tempo, perché c’è forte attenzione su questo tema. Sono stati fatti molti passaggi da parte di polizia locale e carabinieri che qui, da tempo, lavorano in stretto contatto e con ottimi risultati: mai emerso nulla. Ad ora non risulta alcuna denuncia. Tutto questo è ingeneroso nei confronti del nostro paese: Castelnovo Monti non è così». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
