Affidi, le indagini arrivano anche a Reggio
Interrogata come testimone, la funzionaria del settore Politiche familiari Daniela Scrittore è ora indagata per depistaggio
L’inchiesta sugli affidi arriva a toccare anche il Comune di Reggio. Una funzionaria del settore Politiche familiari, Daniela Scrittore, è stata iscritta nel registro degli indagati con l’accusa di depistaggio. Il suo nome non figura nell’ordinanza che il 27 giugno ha portato all’emissione di misure cautelari nell’inchiesta sui presunti illeciti nella Val d’Enza, ma è finito nel mirino degli investigatori, Procura e carabinieri, in uno sviluppo successivo delle indagini.
IL CORSO
Durante l’attività di indagine, in alcune dichiarazioni rese nel dicembre 2018 da Attilio Mattioli, dirigente della struttura operativa Ausl indagato da fine giugno (senza misura), è emerso che la Scrittore avrebbe suggerito di assegnare un corso di formazione alla S.i.e. srl, acronimo di Sviluppo Intelligenza Emotiva, società con sede legale e operativa in Moncalieri, (To) di cui è amministratore delegato e socio di maggioranza Claudio Foti, indagato al pari di Nadia Bolognini, che invece ricopre la carica di presidente del cda e socia di minoranza. Per gli inquirenti, la Sie srl, insieme alla Onlus Hansel e Gretel (di cui Foti è direttore scientifico e la Bolognini direttrice area evolutiva), rappresenta uno dei soggetti attraverso i quali venivano emesse fatture di pagamento per le sedute di psicoterapia dei minori a carico dei servizi sociali Val d’Enza.
TESTIMONE
Interrogata come testimone su due corsi di formazione risalenti al 2016, la funzionaria ha però negato ogni circostanza, smentendo il racconto di Mattioli. Secondo quest’ultimo, invece, alla gara per l’aggiudicazione di un corso di formazione e per un valore di 27.660 euro, erano state invitate tre società, solo due delle quali tuttavia presentarono offerte. Oltre alla S.i.e srl, anche la C.b.m. di Milano. A spuntarla fu la società di Moncalieri, nonostante l’offerta economicamente più vantaggiosa sia risultata quella della società milanese. Una decisione sulla quale, secondo Mattioli, ha avuto un peso determinante il giudizio di qualità, di cui lo stesso dirigente Ausl si è assunto la paternità, riferendo tuttavia di essersi avvalso della collaborazione informale della funzionaria comunale, indicando il Comune di Reggio, insieme alla Regione e altri Comuni, fra i finanziatori dell’evento.
L’altra versione
Circostanza smentita su tutta linea dalla Scrittore in un successivo interrogatorio, nel marzo scorso, come testimone, nel quale la funzionaria ha affermato di non conoscere personalmente Mattioli, sebbene avesse sentito parlare di lui per il ruolo che ricopriva, aggiungendo di non averci mai parlato per quanto riguarda il corso di formazione, né quindi di aver dato alcun suggerimento sull’assegnazione. Per la Scrittore, inoltre, quel corso di formazione specifico non era stato finanziato nemmeno parzialmente dal Comune di Reggio, che invece finanziò al 50% l’altro, destinato anche agli operatori sociali.
TELEFONATE
Sulla Scrittore, fra le carte dell’inchiesta, risultano inoltre una cinquantina di contatti telefonici con Federica Anghinolfi, ex responsabile dei Servizi sociali Val d’Enza, considerata dagli inquirenti uno dei personaggi chiave dell’inchiesta. In un’intercettazione, pubblicata ieri dal TgR Emilia-Romagna, emerge l’intenzione tra le due di incontrarsi per scambiarsi documenti, senza lasciare tracce: «Te lo do brevi manu perché non vorrei mai che intercettassero delle cose anche nei giri di mail privati», si sente dire. —
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