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Ecco cosa ha detto in audizione 

Due settimane fa ha parlato in commissione regionale

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REGGIO EMILIA. Soltanto un paio di settimane fa, Daniela Scrittore, funzionaria del Comune di Reggio, è stata audita in commissione regionale. Sollecitata a esprimersi sulla Val d'Enza, ha commentato i numeri degli affidi in provincia di Reggio: «Non si tratta di numeri “anomali”, ma “compositi”, nel senso che comprendono sia affidi consensuali che giudiziali, a tempo pieno e a tempo parziale». I dati diffusi in quella circostanza parlavano, per il 2017, di 133 casi di affidi a tempo parziale consensuale, 13 di tempo parziale giudiziale, 26 di tempo pieno consensuale e 180 di tempo pieno giudiziale. «Se qui ci sono più affidi è perché li preferiamo agli inserimenti in comunità, pensiamo che la famiglia sia sempre una soluzione migliore per i bambini».

Parlando del Centro La Cura e del ricorso alle consulenze dell’Hansel e Gretel, Scrittore aveva denunciato carenza di spazi e risorse per il pubblico: «Perché i Comuni ricorrono a centri privati? Perché il servizio pubblico in ambito sanitario purtroppo spesso non è sufficiente e non sempre riesce a garantire la cura. Non abbiamo luoghi adatti per fare colloqui e accogliere gli utenti. È come dire alle famiglie: “Ti ho fatto una buona diagnosi, ma ora non posso metterti a disposizione il trattamento”».

Nell’audizione, i consiglieri Fdi Giancarlo Tagliaferri e Michele Facci avevano chiesto conto del caso della bambina di Reggio allontanata dai genitori da forze dell’ordine travestite da operatori Enpa, da poco tornata con la famiglia d’origine: «Chi decide le modalità di intervento?», la domanda. «L’allontanamento era stato deciso dal Tribunale per i minorenni – la replica di Scrittore – si cerca il più possibile di intervenire affinché la separazione non sia troppo traumatica. In alcuni casi però, quando reiterati tentativi di dialogo con i genitori non vanno a buon fine, è necessario agire diversamente. Rimane un caso eccezionale nel quale i servizi sociali non hanno deciso le modalità d’intervento. Gli assistenti sociali si qualificano sempre mostrando un cartellino identificativo quando si presentano». Roberta Mori del Pd si era concentrata sulle difficoltà degli enti locali e sulla frammentazione normativa. «Concordo che la frammentazione sia un problema – la risposta – le linee guida non sono cogenti, le norme sì. Una legislazione più accurata ci aiuterebbe molto». —

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