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Reggio Città aperta 

Fantuzzi a Pratissoli «Faccia meno proclami e azzeri l’espansione»

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REGGIO EMILIA. «Suggestioni a piene mani come lo stop al consumo di suolo, riqualificazioni e rigenerazioni come se piovesse, grandi progetti per il futuro: ma l’attualità preoccupa e richiede risposte chiare e meno proclami». Così Francesco Fantuzzi di Reggio Città Aperta, considera i progetti proposti dall’assessore alla Rigenerazione Urbana, Alex Pratissoli, nell’intervista sui primi cento giorni della giunta.

«Se da un lato non posso che apprezzare l’impegno a cancellare tutte le espansioni urbanistiche su territorio agricolo – aggiunge – dall’altro non posso non osservare che questo è un modo abile per aggirare il problema di fondo: i residui dei piani urbanistici Spaggiari-Delrio sono ben più ampi, purtroppo, e devono essere completamente azzerati, se Pratissoli vuole essere coerente con la dichiarazione di emergenza climatica approvata dal nostro consiglio».

Per Fantuzzi, «non c’è tempo per gli slogan e allora gli rilancio due proposte, cui non ha dato riscontro: fermi i 300 appartamenti e uffici previsti in via Luxemburg e il Conad Ospizio, la cui realizzazione, guarda caso, non è su terreni agricoli. Per quanto riguarda la Mega Arena spettacoli, è il caso che Pratissoli spieghi perché, dopo vari rinvii, il progetto non vedrà la luce prima di settembre 2020 e soprattutto perché i costi, dagli iniziali 6,7 milioni, si raddoppieranno».

Fantuzzi pone una serie di domande: «Quali i motivi di questi ritardi e aumenti? È possibile che la programmazione abbia mancato di valutare elementi così importanti che ora inficiano la realizzabilità». E ancora: «Anche sulla stazione Av, continuare a puntare su nuovi parcheggi (che consumano suolo) e non su un sistema intermodale di trasporto è una follia». Secondo l’esponente di Reggio Città Aperta, «la Reggio del futuro, caro vicesindaco, è figlia di 25 anni di devastazioni e “degenerazioni” urbanistiche di cui le forze politiche che l’hanno nominata sono responsabili: un quarto del suolo è perduto per sempre. È ora di avere il coraggio di riconoscerlo e di fare scelte in discontinuità: se lo farà, avrà il mio e nostro supporto». —

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