Fiere, solo Landi ha risposto all’appello degli organizzatori
Il presidente della Camera di commercio pronto ad andare al tavolo di confronto Assente ma solidale Terminal One, nessun riscontro da commissario e sindaco
L’appello lanciato da alcuni dei principali organizzatori di eventi alle Fiere di Reggio Emilia aveva tutti i toni di un ultimatum. Come a dire “sediamoci tutti assieme, troviamo una soluzione oppure noi, da qui, saremo costretti ad andarcene”.
I presidenti Fausto Mattioli del Gruppo cinofilo reggiano, Enrico Banfi della Società ornitologica reggiana, Maiko Rosati per il Camer e Giancarlo Doardo del Salone del cavallo hanno chiesto ai principali attori in campo di presentarsi venerdì prossimo, proprio alle Fiere, per discutere e trovare una strategia per risollevare il destino di quell’area.
la sola conferma
E così ieri, data la serietà della convocazione, abbiamo tentato di metterci in contatto con alcuni dei protagonisti tirati in ballo dagli organizzatori: il sindaco Luca Vecchi, il presidente della Camera di commercio Stefano Landi, la commissaria giudiziale Tiziana Volta e il presidente di Terminal One, Guido Prati.
Scoprendo che il tavolo di venerdì rischia di non essere poi così affollato: per ora solo Landi, infatti, ha risposto positivamente all’invito.
«Non ho nessuna difficoltà, anzi, a partecipare a questo incontro – ha spiegato il presidente – la Camera di commercio è un ente interessato al recupero e allo sviluppo di quei fabbricati. Non ho ancora ricevuto un invito per vie formali ma quando arriverà ci andrò volentieri. È chiaro che in questo momento non abbiamo un coniglio da tirar fuori dal cilindro, ma è molto importante anche per noi che si arrivi a una soluzione».
assente ma solidale
Chi invece non ci sarà per «impegni già fissati in precedenza» è il presidente di Terminal One, Guido Prati: «Sarò fuori Reggio purtroppo, ma scriveremo agli organizzatori per far sentire la nostra presenza. Comprendiamo il loro stato d’animo, senza programmazione non si riesce a gestire nessuna attività e sono le cose che abbiamo sempre detto e il motivo che ci ha spinto ha sfilarci dall’ultima asta».
In queste condizioni, spiega senza mezzi termini Prati, «non si riesce a fare nulla, non c’è materialmente la possibilità di guardare al futuro. Non possiamo far altro che prendere atto del fatto che anche gli organizzatori la pensano come noi».
silenti (per ora)
Chi invece non ha risposto alle nostre telefonate è la commissaria giudiziale. La Volta, che da sempre nella gestione della crisi delle Fiere ha adottato la strategia della discrezione e delle poche dichiarazioni, ha ritenuto più opportuno non dare riscontro né alle telefonate né ai messaggi. Non raggiungibile, ieri, anche il sindaco che però dovrebbe parlare oggi in merito alle richieste dei quattro organizzatori fieristici.
il prezzo
Attualmente è di 7,2 milioni di euro il prezzo base per l’acquisto dell’area delle Fiere. Una cifra alla quale si è arrivati a colpi di ribassi dopo una prima valutazione di 22 milioni per l’intero complesso. Nonostante la quinta asta dello scorso 9 ottobre sia andata deserta, i 7,2 milioni avrebbero però acceso l’interesse di almeno di quattro realtà imprenditoriali del nord Italia, che tuttavia non hanno ancora formalizzato alcuna offerta. Un’indiscrezione che lascia però ben sperare per le prossime mosse da mettere in campo.
l’area
Il piatto è infatti ambito. Il lotto riguarda un’area estesa complessivamente per 130mila metri quadrati, con una zona espositiva coperta di 18mila metri quadrati divisa in tre padiglioni e un’altra scoperta di circa 5.600 metri quadrati, considerati in una posizione strategica perché a circa due chilometri dal centro, dal Campovolo e dal Malaguzzi, a circa 400 metri dall’uscita del casello autostradale, a 600 metri dalla stazione AV Mediopadana e a 800 dallo stadio.
la gestione
Vi è poi una seconda spada di Damocle che pesa sulla testa delle Fiere. La gestione del centro fieristico scade infatti il 31 dicembre di quest’anno e diventa sempre più difficile raccogliere manifestazioni di vero interesse.
Il problema è che strutture e impianti hanno bisogno di lavori. Serve un restyling non solo estetico ma anche funzionale. Altrimenti è difficile pensare di promuovere a lungo andare manifestazioni di carattere nazionale o internazionale. Se la situazione non dovesse sbloccarsi a breve, è probabile che la gestione tornerà nelle mani dei proprietari. —
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