L’appello della polizia: «Chi sa, denunci»
Un fermo per la morte di Aldrovandi. Giallo sul movente. Sabato l’esame autoptico all’ospedale di Banda Aceh
Guastalla. L’assassinio di Luca Aldrovandi, il guastallese di 52 anni trovato morto a colpi di coltello nella veranda del bungalow dove abitava, a Iboih, sull’isola indonesiana di Pulau Weh, è un rompicapo non facile da risolvere. Tuttavia la polizia locale di Sabang si dice determinata a venirne a capo. Il caso, infatti, potrebbe avere ripercussioni molto negative sull’economia della località, che vive prevalentemente di turismo.
Da qui l’invito a chiunque sappia qualcosa sull’identità dell’omicida e sul possibile movente a farsi avanti, garantendo la massima protezione. Un appello fatto nell’ambito della conferenza stampa organizzata dalla polizia locale venerdì alla presenza del comandante Syahrul, del vicecommissario capo della polizia Wali e dell’investigatore del reparto crimini, Iptu Abdul Halim.
Durante la conferenza sono stati mostrati i reperti d’indagine trovati sulla scena del delitto: ben tre coltelli, diversi indumenti, occhiali e utensili da cucina.
Gli investigatori hanno raccolto le testimonianze di sei persone, come ha spiegato il comandante Syahrul, tra le quali due sono dipendenti della struttura Bixio Resort dove Aldrovandi lavorava come gestore della locanda Bixio Cafè. Uno dei due, un collaboratore stretto di Aldrovandi, è ancora in stato di fermo: era stato bloccato subito dopo la scoperta dell’omicidio, al suo sbarco a Medan, città di Sumatra. La sua richiesta di permesso, fatta poche ore prima dell’assassinio, e il viaggio verso casa, subito dopo, sono stati interpretati dalla polizia locale come una fuga precipitosa.
I sospetti maggiori dunque si concentrano su di lui. Ma che non sia tutto così chiaro lo dimostra l’appello fatto durante la stessa conferenza stampa. L’ultima risorsa per gli investigatori che brancolano nel buio? Oppure un messaggio e una rassicurazione (quella della garanzia di protezione) diretti a qualcuno di ben preciso che si vuole indurre a uscire allo scoperto?
Intanto il corpo di Aldrovandi sabato è stato portato all’ospedale generale Zainoel Abidin di Banda Aceh per essere sottoposto a un’esame autoptico.
Chi ha ucciso Aldrovandi ha infierito sul suo corpo, che è stato raggiunto da diverse coltellate all’addome e al collo; ferite, queste ultime, che ne hanno provocato la morte praticamente all’istante. Che si trattasse di una rapina finita nel sangue è stato subito scartato: dal bungalow sembra non mancare nulla. Gli investigatori pensano si sia trattato di un delitto compiuto d’impeto al culmine di una lite con qualcuno che Aldrovandi doveva conoscere bene. La moglie Eva Yulianti è ancora sull’isola nella disperata attesa che le venga data la possibilità di organizzare il funerale del marito, con il quale la donna nove anni fa ha avuto una bimba che ora frequenta la scuola a Guastalla, dove la donna si era trasferita. —
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