Atti sessuali su una 16enne, autista condannato
Molestie al capolinea sull’autobus deserto. Due anni di reclusione (pena sospesa) al 68enne. La difesa: «Faremo appello»
Condannato il conducente dell’autobus, risarcita la ragazzina (al tempo sedicenne) che l’accusava di abusi sessuali sul mezzo di linea che il 21 novembre 2015 era fermo al capolinea.
Si è chiuso ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia, davanti al gup Luca Ramponi – il processo di primo grado (con rito abbreviato) su una vicenda inequivocabilmente delicata.
Secondo quanto ricostruito dal pm Maria Rita Pantani, la sedicenne era salita sull’autobus e il conducente – con le porte chiuse e senza altre persone presenti – le avrebbe fatto inizialmente dei complimenti per il suo aspetto fisico, per poi cercare di sedurla baciandola sul collo e palpeggiandola. Per la Procura, «una violenza estrinsecatasi nella rapidità del gesto», si legge nel capo d’imputazione. Il pm Pantani ha chiesto 2 anni di reclusione, ma con l’applicazione del quinto comma dell’articolo 165 del codice penale (vigente da agosto in applicazione della legge “Codice rosso”) che subordina la sospensione condizionale della pena “ alla partecipazione a specifici percorsi di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero”.
L’avvocato difensore Nicola Tria ha invece chiesto l’assoluzione sostenendo che, secondo parte della dottrina giurisprudenziale, un bacio sul collo o sulle guance non rappresenta un atto sessuale e che da parte del suo assistito poteva essersi verificata una percezione sbagliata, poiché non aveva capito che lei non aveva gradito il suo bacio. Il legale ha chiesto l’assoluzione e, in subordine, la riqualificazione del reato in molestie o tentata violenza sessuale e il riconoscimento dell'attenuante della minore gravità del fatto. L’imputato – il 68enne Salvatore Chiapparino – in aula si è detto «dispiaciuto», per poi articolare più specificatamente la sua versione: «Ho fatto salire la ragazza sulla corriera. Abbiamo parlato per dieci minuti, poi l’ho baciata sulla guancia. Ma non credevo che lei l’avrebbe percepito come un gesto sgradito». Tramite l’avvocato Costantino Diana, la studentessa si era costituita parte civile nell’udienza preliminare, ma essendo stata nel frattempo risarcita ha revocato la richiesta-danni, uscendo dal processo. Dalla camera di consiglio il gup Ramponi ne è uscito con la condanna per l’autista a 2 anni di reclusione (pena sospesa) e il riconoscimento dell’attenuante della minore gravità del fatto.
L’avvocato Trina replica a fine-udienza: «Dopo aver letto le motivazioni della sentenza, credo che il mio assistito vorrà fare ricorso in Appello, sia sulla responsabilità, sia sull’entità della pena». —
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