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«Non esiste alcun sistema Bibbiano»

E.Spa.

L’associazione magistrati minorili apre il convegno sull’inchiesta in Val d’Enza: «Devastante delegittimazione»

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REGGIO EMILIA. «Risulta smentita l’esistenza di un “sistema emiliano” fondato su una gestione di assoluto potere da parte dei servizi sociali in assenza di un approccio critico e valutativo degli altri operatori istituzionali». E poi la convinzione che si sia «determinato una devastante e generalizzata delegittimazione delle professioni di aiuto, di assistenza, di cura e protezione delle persone di minore età e della funzione del Giudice delle relazioni». E infine l’esigenza «di salvaguardare con forza l’indispensabilità di un sistema di giustizia minorile e familiare, frutto di percorsi evolutivi virtuosi e d’esperienza, di non consentire arretramenti o incertezze, pur con matura e responsabile consapevolezza delle criticità e delle carenze».

L’Associazione italiana dei magistrati per i minorenni e per la famiglia (Aimmf) fa quadrato attorno al tribunale dei minori di Bologna. E aprendo i lavori del 38esimo convegno nazionale parte proprio dall’inchiesta affidi che ha travolto la Val d’Enza. Il convegno si è svolto a Lecce nel fine settimana. E, specificano dall’Aimmf con una nota della presidente Maria Francesca Pricoco e della segretaria generale, Susanna Galli, «nel dare l’avvio ai lavori non si è potuto fare a meno di richiamare» quanto accaduto in Val d’Enza, «oggetto di un’incontrollata comunicazione mediatica».

Per l’associazione , il sistema emiliano è sano. E nel dare questa valutazione ricordano proprio i cento fascicoli riesaminati dal Tribunale dei minori di Bologna, per volere del presidente, Giuseppe Spadaro: «Dopo una scrupolosa verifica interna e una riunione con i responsabili dei servizi sociali e con la nuova dirigente della Val d’Enza – si legge nella nota – è stato accertato che in 85 procedimenti su 100, avviati su richiesta della Procura minorile, era stata respinta la proposta di allontanamento dei minori dalla famiglia d’origine e il collocamento presso terzi suggerito dai detti servizi». Di qui la considerazione che «non esiste nessun sistema Emilia».

I magistrati minorili lanciano inoltre l’allarme su notizie divulgate «senza alcun filtro», nonostante «la delicatezza della materia e il coinvolgimento di persone di minore età», con la conseguenza che «il sistema della giustizia minorile e familiare è stato enormemente esposto alle speculazioni e, in qualche ipotesi, anche a comportamenti rivendicativi di soggetti in malafede, catalizzando le istanze “di pancia” degli “scontenti” e amplificando l’inutile logica del sospetto su tutto e su tutti, anziché proporre quella saggia del dubbio e dell’attesa, pur nel rispetto di un equilibrato dovere di cronaca». —

E.Spa.

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