Gazzetta di Reggio

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i dati 

Respiriamo l’aria peggiore di tutta l’Emilia-Romagna

L. S.

Quattro sforamenti consecutivi nell’ultima settimana, solo Modena è come noi Il punto peggiore è viale Timavo, meglio al San Lazzaro e nella provincia

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reggio emilia. La nostra provincia contende a quella di Modena il poco invidiabile primato regionale dell’inquinamento atmosferico. L’Arpa mette a confronto i dati più alti fra quelli rilevati dalle stazioni di rilevamento dislocate nelle singole province. A Reggio e Modena le polveri sottili pm10 hanno superato il limite di 50 microgrammi al metro cubo per quattro giorni, dal 10 al 13 ottobre con questa progressione: a Reggio 59, 63, 63 e 68 microgrammi, a Modena 55, 59, 79 e 69.

Gli sforamenti sono stati invece tre a Parma, due a Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì-Cesena, uno a Piacenza. Nel territorio reggiano l’Arpa ha collocato cinque centraline per misurare le concentrazioni di polveri sottili pm10 e pm2, diossido d’azoto NO2, ozono O3, benzene, monossido di carbonio CO e anidride solforosa SO2. Quella di Febbio è fuori questione, misurando sempre l’aria pura dell’alto Appennino. Rimangono le due piazzate in città e quelle di San Rocco di Guastalla e di Castellarano.

Da diversi anni il limite è oltrepassato sistematicamente dalle pm10, che hanno un diametro fino a 10 millesimi di millimetro. Le concentrazioni più elevate si riscontrano quasi sempre in città in viale Timavo. Appartengono a questa centralina anche i valori massimi presi in considerazione dall’Arpa da giovedì a domenica.

Al San Lazzaro si sono registrati soltanto due sforamenti nelle girnate di sabato e domenica, come a Guastalla, contro l’unico rilevato a Castellarano sabato. La sola altra sostanza che desta preoccupazione è l’ozono, che raggiunge i picchi più alti nella stagione estiva.

Finora dal primo gennaio ha fatto registrare a Castellarano 75 sforamenti, il triplo di quelli tollerati in un anno, 73 a Guastalla e 55 al San Lazzaro. Fra le sostanze monitorate non compare l’anidride carbonica, a cui si attribuisce il riscaldamento globale.

Non si tratta di un inquinante ma di una sostanza prodotta dall’utilizzo di qualunque combustibile, compresi quelli più puliti. —

L. S.

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