Gazzetta di Reggio

Reggio

sala tricolore 

Slogan “Verità per Bibbiano” No del consiglio comunale

Roberto Fontanili ; R.F.

Respinta la proposta di Bassi  capogruppo di Forza Italia di sostituire lo striscione sul caso Regeni che si trova sulla facciata del municipio 

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Lo striscione che campeggia sul Municipio “Verità per Giulio Regeni” resta al suo posto. Non verrà sostituito da “Verità per Bibbiano”, come proposto dal consigliere di Forza Italia, Claudio Bassi. Al termine di una discussione a tratti surreale, in cui la preoccupazione dell’opposizione è stata precisare che «non c’era alcuna strumentalizzazione verso il Pd», la mozione è stata respinta con 22 voti contrari (la maggioranza e due consiglieri M5s, Aguzzoli e Bertucci), 6 a favore (Fi, Lega e Misto) e 2 astenuti (Soragni del M5s e Rubertelli di Alleanza Civica). Il dibattito (dove non sono mancati attacchi diretti come quello del consigliere Pd Giuliano Ferrari nei confronti di Bassi), dopo la replica dell’assessore Daniele Marchi ha virato su toni più soft. E persino l’opposizione ha riconosciuto che «da parte di qualche dirigente nazionale ci sono state strumentalizzazioni». E così la richiesta di “Verità per Bibbiano” è diventata nelle parole di Bassi «la necessità di tenere viva l’attenzione sulla tutela dei minori e di sostenere che occorre la riforma del Tribunale dei Minori». Il capogruppo della Lega, Matteo Melato, dopo aver sostenuto che «lo striscione per Regeni è inutile», ha smorzato dicendo che lo slogan “Parlateci di Bibbiano” è una innocua richiesta di «parliamo degli affidi». Il cambio di tono non ha però cancellato le reciproche diffidenze, ma ha risentito del cambiamento di clima dopo che i giudici minorili hanno affermato che sotto accusa non è il sistema affidi. Anche per questo ha avuto gioco facile l’assessore Marchi a dichiarare che «lo striscione “Verità su Bibbiano», andrebbe messo non solo sulla facciata del Municipio, ma anche del Municipale, sulle vele di Calatrava e su tutti i balconi, perché la verità su Bibbiano non è stata mai detta». Nel suo intervento ha poi rimarcato che «questa vicenda ha messo in crisi gli affidi con un drastico calo delle famiglie disponibili ad accogliere i minori in situazioni di necessità», ribadendo «che chi ha sbagliato deve pagare». —

R.F.



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