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Dal mangime all’allevamento Gima investe 20 milioni di euro

Dal mangime all’allevamento Gima investe 20 milioni di euro

In un anno venduti 140.000 suini di 170 chili ciascuno Magnini: «Produciamo direttamente per garantire qualità»

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RUBIERA. Dal mangime al suino di 170 chili, passando per l’allevamento delle scrofe e dei maialini da latte. La Gima, azienda leader nella produzione di mangimi per vacche da latte, impiegato nella produzione di Parmigiano Reggiano – 4 stabilimenti, 120 dipendenti dei quali 45 a Rubiera, il più vecchio del gruppo, gli altri a Cuneo, in Romagna e a Campobasso – diversifica e investe qualcosa come 20 milioni di euro.

«Il nostro obiettivo – spiega il presidente Alfredo Ettore Mignini, che ha acquisito la Gima nel 2001 – è migliorare la nostra competitività sul mercato nazionale. E siano convinti sia necessario farlo preservando alti standard di qualità. Per questo è necessario gestire produzione e allevamenti in prima persona».

La prima mossa è stata quella di aggiungere alla produzione di mangime l’allevamento diretto dei suini, ovviamente nutriti con il mangime Gima. «Abbiamo iniziato l’anno scorso con pochi animali – spiega Mignini – e oggi siano arrivati a regime con la vendita di circa 140 mila suini l’anno del peso di 170 chilogrammi». L’allevamento avviene, con metodo sperimentale, in una serie di aziende agricole dislocale in Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia, «che noi prendiamo in affitto – prosegue il presidente del gruppo – e che controlliamo costantemente. In questo modo riusciamo a gestire tutta la filiera: dalla scrofa fino alla vendita del maiale grasso, potendo garantire sulla qualità del prodotto. L’animale è seguito giornalmente da veterinari che verificano costantemente il benessere e il rispetto degli standard di salute. Una particolare attenzione è rivolta alle oltre 6.000 scrofe destinate alla riproduzione».

La seconda mossa è stata quella di sostituire, puntando all’innovazione, due linee produttive negli stabilimenti di Rubiera – in corso in questo periodo – e il quello di Cuneo. «A Rubiera abbiamo istituito una linea di produzione di mangime in pellet per maialini da 7 a 30 chilogrammi. Nell’altro stabilimento abbiamo realizzato la linea di produzione normale per maiali dai 30 ai 170 chili».

«Gima ha voluto far propria tutta la filiera, dalla nascita, alla crescita fino alla macellazione dei suini – conclude Mignini – non accontentandosi di produrre mangimi che, arrivati negli allevamenti, avrebbero potuto essere mescolati con altri ingredienti. Solo il controllo totale può essere garanzia di alta qualità e questa è l’obiettivo della nostra azienda. Ci auguriamo che, con il tempo, il consumatore pretenda di conoscere l’origine dei mangimi prima di acquistare il prodotto».

La Gima ha chiuso il 2018 con 130 milioni di ricavi, una crescita del 6% e punta a chiudere quest’anno con un ulteriore crescita di un punto e 140 milioni di fatturato. —

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