Dazi Usa, le contromosse del Consorzio Franchigia del 3% sul piano di regolazione
Riunita l’assemblea per fare il punto sull’offerta. Bertinelli: «Seguiremo con attenzione la trattativa fra Ue e Stati Uniti»
In attesa di conoscere nel dettaglio, venerdì prossimo, le decisioni di Trump in merito ai dazi americani che saranno imposti sui prodotti agroalimentari, il mondo del Parmigiano Reggiano si mobilita. In prima linea la Regione, con l’assessore all’Agricoltura Simona Caselli che in settimana incontrerà a Bruxelles i deputati della Commissione Politiche Agricole del Parlamento Europeo e chiederà una integrazione del fondo di riserva da destinare al supporto dei produttori danneggiati.
Invocherà inoltre risorse per i Consorzi delle indicazioni geografiche tipiche Dop e Igp e punteggi di priorità nell’ambito dei bandi del Regolamento Ue per azioni promozionali delle indicazioni geografiche su mercati in cui verranno imposti i dazi.
«Sono muri inaccettabili – la sua conclusione – che, come insegna la storia, non hanno mai portato nulla di positivo. Siamo un’economia aperta ed è grazie a ciò che il nostro agroalimentare è arrivato a esportare (dati del giugno 2019) 7,7 miliardi di euro». La Caselli ha poi convinto il presidente Bonaccini e gli altri assessori a indossare la maglia della campagna promozionale #iostocolparmigianoreggiano.
Intanto il Consorzio di tutela ha approvato in assemblea una franchigia del 3% sulla flessibilità del Piano di regolazione dell’offerta con risorse invariate per la promozione e aumento del riferimento comprensoriale alla produzione 2016 pari a 18,23 milioni di quintali. Analizzato poi l’andamento della domanda in Italia e all’estero dove al momento c’è un sostanziale equilibrio anche se la quotazione ha sfondato il tetto storico degli 11 euro al chilo per la stagionatura di 12 mesi. Ciò ha fatto salire il prezzo per i consumatori e di conseguenza le vendite della grande distribuzione organizzata interna sono calate, confrontando agosto 2019 con agosto 2018, del 5%. In compenso sono salite le vendite dirette nei caseifici e il consumo di grattugiato, tanto che nei primi otto mesi di quest’anno si è avuto un trend positivo aggregato del 3,4 per cento.
Ma è soprattutto l’export che galoppa. Nel primo semestre è cresciuto del 4,5% e così ogni giorno sono circa 3.860 le forme che prendono il volo e vanno oltre frontiera. Di questo passo a fine anno risulteranno esportate circa 1,4 milioni di forme. «Ora però c’è una variabile in grado di incidere sul mercato – osserva il presidente del Consorzio, Nicola Bertinelli – e solo fra qualche tempo potremo misurare l’impatto dei nuovi dazi che verranno applicati dal 18 ottobre. Seguiremo con attenzione la trattativa fra Unione Europea ed Usa affinché il nostro comparto non si trovi a pagare una bolletta veramente insensata. Il nostro appello è volto ad attivare un piano di intervento straordinario per evitare effetti traumatici sulle filiere coinvolte». Bertinelli ha intanto annunciato la nuova campagna di comunicazione attiva dal 3 novembre e le promozioni nell’ultimo trimestre 2019 per collocare sul mercato altre 30mila forme. —
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