Gli Iaquinta in appello con l’avvocato De Toni al posto di Taormina
REGGIO EMILIA. Giuseppe Iaquinta è pronto per tentare il contrattacco giudiziario dopo la pesante condanna a 19 anni di carcere giunta nel dibattimento del processo Aemilia. L’imprenditore edile cutrese ha cambiato la sua squadra di legali, togliendo il mandato al professor Carlo Taormina, figura di spicco dell’avvocatura italiana, politico e legale che anche nell’aula bunker di Reggio Emilia non ha rinunciato a colpi di scena durante la difesa di Iaquinta. Al suo posto Pino Iaquinta ha scelto l’avvocato veneto Ernesto De Toni, iscritto al foro di Padova, rinomato penalista che si è occupato di casi di caratura anche nazionale, come la difesa di Walter Onichini, il commerciante accusato di tentato omicidio perché sparò al ladro, o come difensore di parte civile nel delitto di Isabella Noventa. Con lui, in codifesa, c’è Pasquale Muto, legale di fiducia della famiglia di Reggiolo.
A proporre appello anche il figlio di Pino, l’ex bomber della nazionale Vincenzo Iaquinta, condannato a due anni per una irregolare custodia di armi. È ritenuto dai giudici estraneo all’associazione mafiosa, di cui invece è parte il padre. —
E.L.T.
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