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STASERA A UNIMORE 

Luciana Castellina a Reggio per raccontare le sfide della Sinistra

Luciana Castellina a Reggio per raccontare le sfide della Sinistra

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REGGIO EMILIA. Luciana Castellina arriva a Reggio per un confronto sulla sinistra promosso da “Reggio Diritti e Libertà” e “Reggio è”. Stasera alle 20.45, nella sede dell’Università in viale Allegri 9, dialogherà con Paolo Bonacini, giornalista, e Matteo Rinaldini, docente di Unimore, sulle prospettive della sinistra in Italia e nel mondo di fronte alle nuove sfide globali, prima tra tutte quella ambientale e sociale. Deputata per varie legislature, parlamentare europea, giornalista e scrittrice, Castellina a 90 anni continua a essere una figura di riferimento per la sinistra.

Le chiediamo se la politica può cambiare il mondo. «Solo la politica può cambiare il mondo, chi altro? – risponde – Politica vuol dire umani che stabiliscono relazioni tra loro, uscendo dalla propria autoreferenzialità che li fa ritenere stupidamente soli al mondo e li mette in condizione di non incidere sullo stato delle cose».

Tra meno di un mese ricorre il trentennale della caduta del muro di Berlino. Ha ancora senso essere comunisti?

«Per me ha senso in quanto la parola comunista ha un riferimento determinante: il Pci, una storia bellissima. Inoltre, sebbene con quel termine si siano coperte anche storie cariche di errori, la sostanza si riferisce all’obiettivo di coniugare uguaglianza e libertà».

Con i Fridays For Future le nuove generazioni riscoprono l’ambientalismo e l’impegno civile. Come legge il fenomeno?

«Greta ha dato fiducia alla politica e – meno male – a una generazione che sembrava disprezzarla. Bisogna tradurre il suo messaggio in azioni concrete, il che vuol dire affrontare molte contraddizioni».

In Emilia Romagna a fine gennaio si vota per le regionali e Salvini minaccia di espugnare la “roccaforte rossa”. Si dice però che anche qui il rosso sia un po’ sbiadito. «Serve molto rosso per fare la rivoluzione ecologica, e in effetti non se ne vede tanto in giro. C’è bisogno di un cambiamento di cultura profondo e della rinuncia alle convenienze immediate, altrimenti non se ne uscirà». —

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