Safi risorta dopo il rogo doloso La titolare: «Grazie a Bibbiano»
L’azienda ritorna alla piena produzione dopo l’incendio devastante di agosto «Nessuno ci ha lasciati soli, orgogliosi di questa comunità fatta di lavoratori»
BIBBIANO. «Grazie Bibbiano». Sono le parole con cui Evita Papotti – titolare della Safi due mesi fa devastata dall’incendio doloso ancora oggetto di una indagine della Procura di Reggio – commenta la rinascita dell’azienda.
Durante l’estate sono stati diversi i roghi notturni in Val d’Enza. A Corniano le fiamme si erano sviluppate alle 23 di venerdì 2 agosto, nella zona industriale, distruggendo più di 400 bancali di legno della ditta e altri materiali di stoccaggio che erano depositati nell’area cortiliva. Un inferno di fuoco per domare il quale tutta la notte avevano lavorato tre squadre dei vigili del fuoco: una task force notturna contro le fiamme, durata fino alle 6 del sabato mattina.
Allora la titolare Evita Papotti aveva raccontato che alle 22 del venerdì era tutto a posto; lo confermavano i residenti e l’elettrauto vicino, che aveva lavorato fino a tardi. I testimoni avevano raccontato che verso le 22.30 avevano sentito i primi scoppiettii (forse dovuti al materiale che stava prendendo fuoco piano piano) fino ad arrivare allo scoppio dello spaventoso incendio alle 23. Era stata una corsa contro il tempo: un inferno di fuoco che rischiava di coinvolgere tutto.
Oggi in via Longo a Corniano è tornata la normalità. A parlare ancora una volta è la titolare della Safi, Evita Papotti, 56 anni, che ha dovuto lottare di nuovo contro il tempo, questa volta per rimettere in piedi l’azienda. «Quando è successo tutto non pensavo di ripartire così presto. Anzi, temevo il peggio, perché avevo sempre davanti agli occhi le fiamme che divoravano tutto. Ma la vicinanza di tanta gente ci ha dato forza e coraggio, nonostante il paese fosse in un brutto momento, e non ci siamo sentiti soli e abbandonati. È per questo che oggi mi sento solo di dire grazie a tanta gente: agli amici, a parenti e aziende che ci sono state vicine in un momento così tragico, in cui non ci era rimasto molto; vedevamo solo fumo e bruciato. Ringrazio le autorità locali, il Comune di Bibbiano per la vicinanza e tutti coloro che in qualche maniera ci hanno dimostrato affetto e vicinanza con una parola di conforto o una telefonata».
«Ringrazio in particolare le due persone che mi sono state vicine senza mollarmi per un istante: mio figlio Mirco Pomarelli e mio fratello Giacomo. Siamo tornati in piena produzione e a due mesi dal rogo posso dire con molto orgoglio che Bibbiano è anche questo: brava gente che lavora onestamente. Un grazie affettuoso al mio paese. Grazie Bibbiano». —
Daniela Aliu
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