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Troppo smog a Reggio Emilia: via alle misure d’emergenza, ma il traffico è raddoppiato

A percorrere la circonvallazione abbiamo impiegato 39 minuti per 4,2 chilometri. Molte le auto ferme in colonna nonostante i divieti, complici anche le troppe esenzioni


16 ottobre 2019 Leonardo Grilli


REGGIO EMILIA. Ieri, dopo quattro giorni consecutivi di aria irrespirabile, sono scattate le misure emergenziali contro lo smog. Che, con il blocco anche per i diesel Euro 4, avrebbero dovuto lasciare nei parcheggi e in garage le auto di migliaia di reggiani. Così abbiamo ritentato l’esperimento già compiuto il giorno precedente, quando i divieti erano meno restrittivi: effettuare il giro completo della circonvallazione.

Allo stesso orario, le 18, e forti di una macchina con motore Euro 6 comprata proprio per non dover restare a piedi durante i blocchi del traffico, siamo partiti dal parcheggio dell’ex Gasometro.

Ma se ci eravamo convinti che avremmo trovato meno traffico del giorno precedente, ci siamo dovuti ricredere in pochi secondi.

Appena imboccata via Fanti ecco già il primo, lungo, incolonnamento: decine e decine di auto bloccate nel tentativo di immettersi in viale Isonzo, anch’esso quasi del tutto paralizzato. Un traffico che, a essere onesti, è aumentato di molto a causa della pioggia e dei tantissimi automobilisti che tutti i giorni provengono da via Paterlini e imboccano via Pansa, ignorando il divieto di accesso e quindi commettendo un’infrazione nella speranza di evitarsi qualche minuto di coda in via Makallè.

Violazioni del codice della strada a parte, per immetterci finalmente in circonvallazione abbiamo impiegato 9 minuti e 43 secondi. Praticamente la metà del tempo che abbiamo impiegato lunedì per percorrere tutto l’anello. Una volta in viale Isonzo, ovviamente, la situazione non è migliorata. Analogamente al giorno precedente abbiamo continuato a passo d’uomo fino a “Mazinga”, la rotonda di piazza Duca d’Aosta. L’unica differenza è stata nel numero di automobili, di molto superiore nonostante i divieti allargati ai diesel Euro 4.

Alla fine del “giro di prova” per percorrere circa 4,2 chilometri abbiamo impiegato 39 minuti, 27 secondi e 44 centesimi. E, a occhio, molte delle macchine che abbiamo incrociato non sono sembrate proprio recentissime, per usare un eufemismo. Certo, non sappiamo se queste rientrassero nelle innumerevoli esenzioni previste dal Piano aria o se si trattasse di automobilisti “irregolari”, ma vogliamo comunque guardare il bicchiere mezzo pieno. Tornati al punto di partenza, infatti, ci siamo convinti di una cosa: la prossima volta sarà meglio andare in bicicletta, ci si mette sicuramente di meno.

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