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l’indagine dell’arma 

Truffa delle false demolizioni Un’altra vittima e due denunce

Truffa delle false demolizioni Un’altra vittima e due denunce

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reggio emilia. Un’altra vittima dell’autodemolitore fantasma, un’altra denuncia per truffa aggravata a carico di un 46enne di Scandiano e di un romeno di 48 anni residente in città. Stavolta a cadere nel raggiro è stato un 57enne che, dovendo acquistare un’altra macchina e demolire la sua, si è rivolto a quello che credeva essere un regolare sfasciacarrozze. Il titolare, con la complicità di un romeno, ha preso in consegna la vettura e si è fatto pagare la somma prevista per la radiazione al Pra (il pubblico registro automobilistico); una cifra che varia dai 200 ai 400 euro a seconda della cilindrata e che serve solo per cancellare il mezzo dall’elenco dei veicoli circolanti e quindi sospendere il pagamento del bollo auto. In cambio il 57enne ha ricevuto la relativa documentazione, convinto di aver chiuso la pratica. Senonché, mesi dopo, il proprietario si è visto arrivare a domicilio multe per bolli non pagati e ha scoperto così che la sua vecchia vettura era ancora in circolazione. Dove? Al momento non è dato saperlo, su questo aspetto proseguono le indagini dei carabinieri della stazione di Santa Croce, che per ora si sono limitati ad accertare la truffa e a denunciare il gatto e la volpe.

Il 46enne scandianese era già finito nei guai nell’agosto scorso per una vicenda fotocopia: una donna di 26 anni, residente a Reggio Emilia, si era rivolta a lui per disfarsi della sua Smart, scoprendo due anni dopo che la società del 46enne era stata dichiarata fallita e che la sua utilitaria era ancora in uso a chissà chi, a sue spese. Alla luce di questo e di altri precedenti l’ipotesi dei carabinieri di via Adua è che dietro alle false demolizioni si nasconda un giro illecito di auto usate, sulla carta distrutte e invece in realtà rivendute sottocosto, con tutta probabilità all’estero. I militari reggiani stanno raccogliendo in un unico fascicolo le segnalazioni dei cittadini che, in alcuni casi, si sono visti recapitare a casa addirittura le targhe della ex macchina. I privati che sospettano di essere rimasti vittime del falso demolitore sono invitati a presentarsi ai carabinieri per sporgere denuncia e fornire ulteriori elementi all’inchiesta. —

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