Gazzetta di Reggio

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scandiano 

Botte per giocare alle slot Ricostruita in udienza la violenta convivenza

E.L.T.

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SCANDIANO. L’uomo che lei ha cercato di strappare al vizio del gioco è certamente violento, maniacale ed egemone in una relazione in cui non ha esitato ad alzare le mani, portando l’affidamento del figlio alla sola madre. Una storia ricostruita ieri in udienza sia dai carabinieri che dall’assistente sociale che ha seguito la vicenda finita in tribunale in seguito alla denuncia di una donna di 26 anni che, dopo due anni di convivenza segnati da ripetute denunce per maltrattamenti, ha scelto di portare alla sbarra il suo ex compagno 27enne, da cui ha avuto un figlio. La donna si è costituita parte civile tramite l’avvocato Vittorio Spagni. Ieri sono stati ascoltati i testi che hanno confermato – da parte investigativa e sul fronte dell’assistenza comunale – quanto raccontato dalla vittima di quelle violenze.

La donna aveva già ha parlato di botte, anche durante la gravidanza, che l’hanno costretta a medicazioni al pronto soccorso, ma anche del tentativo che fece per far uscire dal vizio del gioco il padre di suo figlio. Tentativo inutile. Il 26 aprile 2013, incinta di tre mesi, era finita al pronto soccorso del Magati di Scandiano perché il compagno l’aveva spintonata per prenderle i soldi e poi giocarseli. Ad un certo punto lei ha detto basta ed era tornata dai genitori.

Ma poi si è rifatta convincere dalle sue promesse e da presunti pentimenti. Da lì una nuova escalation fatta di pugni in testa, un coltello mostrato per spaventarla, offese continue sino al 31 luglio 2014 quando ancora una volta l’approdo al pronto soccorso è stata l’amara conclusione dell’ennesimo litigio. L’aveva buttata giù dalle scale, rompendole il telefonino in testa. Ora il giudice ha rinviato l’udienza per la discussione. —

E.L.T.

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