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la fine della corsa 

Il fallimento della coop conta 19 milioni di debiti e travolge la controllata

Enrico Lorenzo Tidona
Il fallimento della coop conta 19 milioni di debiti e travolge la controllata

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REGGIO EMILIA. Un attivo di 15 milioni ma contro debiti per 19 milioni. Sono questi i pesi sulla bilancia economica che hanno portato allo squilibrio di Tecton, la cooperativa reggiana delle costruzioni che costitutiva l’ultimo baluardo delle storiche coop del settore, svanite a colpi di procedure concorsuali e fallimenti.

I numeri sono contenuti nel sintetico decreto che sancisce la liquidazione coatta amministrativa per Tecton, finita in stato di insolvenza e che è stata messa nella mani del commercialista reggiano Alberto Peroni, liquidatore della procedura. C’è stato subito un primo effetto anche sulle controllate gemmate da Tecton. Nello specifico parliamo di Villa Crivelli scarl, società consortile a responsabilità limitata che è fallita in contemporanea con Tecton e con la quale condivide l’indirizzo e la sede, che corrisponde a quella della Tecton.

Si tratta di una società che aveva acquisito i lavori del prezioso progetto di riqualificazione della celebre villa di Inverigo, a Como. Operazione che doveva terminare con la vendita, ma naufragata con la richiesta di concordato da parte di una società coinvolta nell’operazione, e creditrice per 3 milioni di euro verso Tecton. Un concordato che ha fatto svanire il miraggio di poter riavere quei soldi per puntellare i conti della coop reggiana.

Sul fatto che Tecton sperasse di poter risalire la china ci sono pochi dubbi.

Nel luglio del 2018 si era trasferita nella nuova sede di via Gramsci, nel quartiere delle coop dove campeggiavano anche le bandiere di Unieco, colosso già finito gambe all’aria poco prima, con effetti ben più devastanti rispetto alla liquidazione coatta di Tecton.

I passivi di Unieco e Coopsette hanno superato i 600 milioni di euro investendo decine di controllate. Uno tsunami anche sul fronte del prestito sociale e dei posti di lavoro, centinaia quelli da gestire da parte dei liquidatori rispetto ai soli 11 dipendenti rimasti in carico a Tecton.

Resta però il nodo dei cantieri lasciati a metà da Tecton. In primis quello in via Nobel, dove la cooperativa edile era impegnata da gennaio per creare il Cirfood District, una grande complesso presentato a Milano dalla consorella Cirfood, colosso cooperativo sano e attivo nella ristorazione collettiva, che vuole creare un laboratorio per lo studio sul futuro del cibo e della tavola. Un appalto attorno ai 4 milioni (più un altro milione per finiture e arredi), suddiviso al 50% in Ati da Tecton insieme a Sicrea, la spa del mattone controllata sempre dal mondo cooperativo e che tempo fa aveva proposto proprio a Tecton un’aggregazione viste del difficoltà finanziarie di quest’ultima, ora al capolinea.

Toccherà quindi al liquidatore reggiano cercare di portare a casa i crediti che vanta Tecton. Si parla di 5 milioni e mezzo di euro di crediti vantati da per due grosse commesse eseguite e mai pagate. Si tratta di un centro commerciale a Spezzano, che non ha pagato 2 milioni e mezzo di euro, e l’altro credito da 3 milioni per i lavori al castello di Inverigo a Como. La coop aveva anche 15 milioni di cantieri in portafoglio, sul cui destino si sono rincorse le voci in questi mesi. Il ricorso al concordato era finalizzato al blocco delle azioni esecutive avviate dai creditori di Tecton. Il tempo trascorso doveva servire alla pianificazione dei rientri e alla battaglia per riscuotere i propri crediti. —

Enrico Lorenzo Tidona

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