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«Redditi svantaggiati per giovani e donne con lavori dipendenti»

Luciano Salsi

L’indagine della Cisl sull’andamento delle retribuzioni  Ballotta: «I più penalizzati sono i contratti a termine»

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Nella nostra provincia la retribuzione oraria dei lavoratori dipendenti è superiore alla media nazionale e regionale, ma inferiore a quella che si percepisce in Germania e Francia. Per giunta un giovane guadagna la metà del reddito medio da lavoro dipendente e una donna il 41% in meno rispetto a un maschio. Inoltre chi ha contratti a termine è sensibilmente penalizzato rispetto a chi è assunto a tempo indeterminato. La Cisl evidenzia queste sperequazioni focalizzando i dati presi in considerazione dal suo Centro di assistenza fiscale sulla base delle dichiarazioni dei redditi del 2017.

L’analisi

Dal campione analizzato emerge che la retribuzione media pro capite dei lavoratori dipendenti a Reggio è stata di 23.107 euro lordi annui, sostanzialmente identica ai 23.024 percepiti in Emilia-Romagna. Le disparità, però, sono significative e colpiscono in primo luogo i giovani. Chi ha un’età compresa fra 20 e 24 anni denuncia mediamente un reddito da lavoro dipendente di 11.940 euro, circa il 51% circa della retribuzione media pro capite regionale. Ciò non dipende solo dal fatto che ai giovani si applicano tipologie contrattuali più svantaggiose. Infatti anche quelli assunti tempo indeterminato guadagnano molto meno, percependo mediamente 15.399 auro all'anno, il 54% in meno dei colleghi più anziani.

SVANTAGGIATI

Ma la maggiore penalizzazione è subita da coloro che, indipendentemente dall'età, lavorano con contratti a termine. La loro retribuzione pro capite media è di 10.705 euro annui contro i 28.038 degli assunti a tempo indeterminato. «Queste disparità - commenta William Ballotta, segretario della Cisl Emilia Centrale - si spiegano innanzitutto con riconoscimenti più modesti di professionalità e con i conseguenti sottoinquadramenti. Tuttavia, la ragione non è solo questa. I lavoratori a tempo determinato quantificano un reddito medio più basso anche a causa della discontinuità dei loro rapporti di lavoro».

LE MEDIE

È meno scoraggiante la retribuzione media oraria, che a Reggio arriva a 12,16 euro, superando sia gli 11,21 euro della media nazionale sia gli 11,73 della media regionale, mentre però in Germania e Francia si aggira sui 15 euro. Da noi, peraltro, rimane elevata la differenza fra la paga oraria maschile (13,84 euro) e quella femminile, che si limita a 9,80 euro, il 41% in meno. Per migliorare i redditi dei lavoratori la Cisl punta molto sulla contrattaziune decentrata o di secondo livello, che nella nostra provincia coinvolgeva nel 2017 solo il 16,67% dei lavoratori. Malgrado l’aumento fatto registrare dal 2016, quando la quota era del 12,66%, eravamo ancora al di sotto della pur modestissima media regionale del 17,51%. Nel 2017 sono stati l’8,22% i lavoratori reggiani beneficiari di salario integrativo aziendale che hanno scelto l’opzione welfare, cioè la trasformazione del salario integrativo in servizi di welfare aziendale. —



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