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«Ritardi del treno, mio figlio a scuola in tempo solo 2 volte»

El.Pe.
«Ritardi del treno, mio figlio a scuola in tempo solo 2 volte»

La denuncia di un genitore di uno studente di Villalunga che studia a Maranello «La corsa non arriva in orario o non arriva proprio, eppure paghiamo» 

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casalgrande. «Da quando è ricominciata la scuola, mio figlio è riuscito a prendere il treno due volte per andare a lezione. Per il resto, ci siamo dovuti arrangiare portandolo io o mettendoci d’accordo con altri genitori».

Arriva da Villalunga l’ennesimo grido di aiuto da parte di una famiglia che vorrebbe, e sta pagando per farlo, servirsi dei mezzi pubblici per raggiungere la scuola superiore che frequenta il figlio, ma non riesce a contare su un servizio efficiente. «Non discuto i 10 minuti di ritardo, ma quando diventano mezzore o il treno non arriva proprio, e magari il mio turno di lavoro non mi consente di sopperire a questa mancanza, mio figlio deve saltare la scuola» racconta Stefano Righi, papà di un ragazzo di 16 anni.

Tra le tante direttrici di spostamento tra casa e scuola della nostra provincia, c’è anche quella di molti studenti del distretto ceramico che frequentano istituti scolastici nel Modenese: come a Sassuolo, o a Maranello come nel caso del figlio di Righi, studente del rinomato istituto tecnico Ferrari.

«Dovrebbe prendere il treno alle 7.25 dalla stazione di Villalunga, raggiungere Sassuolo e poi in pullman arrivare a Maranello» spiega. Una triangolazione, però, più semplice sulla carta che nella realtà. «I ritardi fino a 30 minuti sono frequentissimi. Di fatto, impediscono agli studenti di arrivare in tempo a Sassuolo per prendere la coincidenza del pullman che li porta a scuola. A scuola poi sono tolleranti sui ritardi, ma se si arriva un’ora dopo no naturalmente» va avanti.

E dunque, tocca ai genitori intervenire con mezzi propri. A fronte comunque di abbonamenti per il trasporto pubblico pagati. «Mio figlio paga 28 euro al mese» spiega il genitore che in realtà quasi ogni giorno è costretto a provvedere al trasporto.

«Abbiamo anche provato a contattare il numero verde, Seta, la direzione. Una volta ho parlato con una segretaria che mi ha detto che non era autorizzata a ricevere reclami. Mi hanno detto di scrivere e-mail. Di fatto, nulla è servito. Non sappiamo come far arrivare il nostro grido di aiuto, e non sono solo io a lamentarmi, ma ci sono tanti genitori nelle nostre condizioni» si sfoga il signor Righi. Che arriva a dire: «Da Villaluna a Sassuolo a quell’ora c’è solo il treno. Se non funzionano, sostituitelo con un pullman». Un appello che va in direzione contraria aquella che vorrebbe essere la programmazione regionale sul trasporto ferroviario locale, che ha giuste ambizioni da metropolitana di superficie. E per le linee reggiane sono annunciati importanti investimenti. Intanto, però, la situazione è questa. Tale che si fa fatica a immaginare come far fare alla cittadinanza quel salto culturale che serve per prendere sempre più il treno e meno la macchina, in un’ottica anche di eco-sostenibilità. —

El.Pe.

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