Gazzetta di Reggio

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san polo, il processo 

Botte e minacce per la pensilina crollata sotto la super-nevicata

Muratore accusa i due proprietari della struttura: «Mi opposi a ripararla gratis» L’artigiano edile è stato controquerelato dagli imputati davanti al giudice di pace

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SAN POLO. Fra querele e controquerele – con altrettanti processi in tribunale a Reggio Emilia ancora da concludere – al momento di quanto accaduto il 7 marzo 2015 vi sono solo due certezze: che la super-nevicata aveva fatto crollare una pensilina nell’abitazione (ad Albinea) in cui vivono un campano 44enne e un siciliano 52enne; inoltre, che fra questi due e un artigiano edile 41enne di San Polo era scoppiato un litigio, proprio dibattendo sulla struttura in legno da riparare, con quest’ultimo che finiva in ospedale per le ferite riportate (sarà dimesso con una prognosi di 10 giorni).

Ieri mattina è stato sentito proprio l’artigiano edile nel processo – per minaccia grave e lesioni – in cui si è costituito parte civile (è tutelato dall’avvocato Giorgio Bertolini) contro i due del litigio. Il suo è stato un racconto drammatico, pieno di botte («Mi stavano massacrando, cercavo di ripararmi affinché non mi uccidessero, poi sono riuscito a fuggire»), di un machete che spunta («Minacciavano di tagliarmi la gola»), di conseguenze fisiche delicate che hanno sconvolto il suo matrimonio e causato non pochi danni lavorativi («Ho subìto sette interventi fra la rotula di un ginocchio e i denti. Di notte fatico a dormire perché riaffiorano sempre l’aggressione, le urla, le minacce»). E cita una frase su tutte che i due imputati gli avrebbero rivolto al culmine del litigio: «Qui comandiamo noi, siamo meridionali, devi fare come diciamo noi, altrimenti ti ammazziamo, ti bruciamo la casa». I due di Albinea – difesi dall’avvocato bolognese Giulio Cristofori – danno una versione diversa dei fatti (ricostruzione già esposta nel contesto dell’altro processo davanti al giudice di pace, sulla scia della loro controquerela) sulla dinamica della lite (danno la colpa al 41enne d’averla scatenata, mettendo le mani al collo del 52enne), ma anche sulle conseguenze fisiche riportate dall’artigiano edile (ritenute ben più limitate). Anche sulla pensilina, due versioni: i proprietari ritengono il muratore responsabile del crollo e ne chiedono la riparazione gratuita, mentre per il 41enne la costruzione dieci anni prima della struttura era stata eseguita da un’altra ditta con cui lui all’epoca collaborava solamente. Si torna in aula in marzo. —

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