Gazzetta di Reggio

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l’omicidio di rondinara 

«L’assassino è seminfermo di mente»

Tiziano Soresina
«L’assassino è seminfermo di mente»

La perizia psichiatrica propende per una parziale capacità d’intendere e di volere di Guidotti quando uccise Campani

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La perizia psichiatrica ha già dato il suo esito sulle condizioni mentali del 58enne Giampietro Guidotti detto “Picchio” che il 15 aprile scorso ha freddato il 60enne Giorgio Campani mentre quest’ultimo stava parlando con un amico ad un tavolino del Blue Bar di Rondinara.

Lo psichiatra Giuseppe Cupello è arrivato alla conclusione che Guidotti era parzialmente capace d’intendere e di volere al momento dell’omicidio. Una seminfermità di mente che esclude la sua pericolosità.

Tre mesi fa la perizia psichiatrica era stata richiesta dalla difesa (cioè dalle avvocatesse Paola Cagossi e Mariaemma Ghidoni) e il pm Giacomo Forte aveva dato parere favorevole.

Essendo in fase di indagini siamo tecnicamente di fronte ad un incidente probatorio – tenutasi giorni fa l’udienza ad hoc davanti al gip Andrea Rat per l’esposizione delle conclusioni dell’esperto, alla presenza anche dell’avvocato Lalla Gherpelli che tutela la figlia (intenzionata a costituirsi parte civile) dell’uomo assassinato – le cui risultanze avranno valore di prova nel futuro inevitabile processo.

Conclusioni psichiatriche in netto contrasto con due certificati medici che, circa un anno prima del delitto, avevano portato Guidotti ad ottenere il porto d’armi, escludendo malattie mentali. Certificazioni redatte – come prevede l’iter – prima dal medico di base e poi dalla competente commissione militare.

Secondo quanto ricostruito, il 15 aprile Guidotti era convinto che il padre fosse morto quando poi si è diretto al bar e ha ucciso Campani. Un particolare che può aver avuto un grosso peso nella mente, nello stato d’animo dell’assassino. L’agricoltore, prima di arrivare al bar di Rondinara, era stato infatti proprio all’ospedale, al capezzale del padre.

E dopo si era fermato all’agenzia delle onoranze funebri Giubbini per chiedere informazioni sui preparativi del funerale per il padre, in vista di una morte che il 58enne deve aver creduto imminente. Tanto da aver acquistato, quella mattina stessa, l’abito nel negozio di abbigliamento Cocchi, sempre lì in centro a Scandiano, con cui voleva vestire il 98enne nel giorno dell’ultimo saluto. Ma l’anziano padre non è poi morto.

Quel maledetto giorno era entrato come un automa nel bar, senza dire una parola.

Si era avvicinato a Campani e, posizionandosi alle sua spalle ma leggermente spostato di lato, da circa un metro gli ha sparato con un revolver 38 special, colpendolo ad una tempia. Un solo colpo, mortale.

Guidotti è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi oltre che di porto abusivo d’arma in luogo pubblico. —



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