Gazzetta di Reggio

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QUATTRO CASTELLA 

Le Contrade insegnano storia agli studenti di prima media

Da.Al.

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QUATTRO CASTELLA. Centotrenta studenti a scuola di storia con le Contrade castellesi. Dalla collaborazione tra l’amministrazione comunale, le scuole, le Contrade castellesi e il Comitato matildico è nata l’iniziativa “A scuola con le contrade”, che nei giorni scorsi ha visto 130 studenti di prima media della scuola “Balletti” salire al castello di Bianello per incontrare i volontari che animano i gruppi di rievocazione storica del paese.

L’iniziativa fa parte del progetto “Pedagogia della memoria - Storia, arte e territorio”. L’obiettivo dell’iniziativa è divulgare la storia e la cultura del territorio radicando nelle giovani generazioni il senso di appartenenza e l’identità rievocandone le tradizioni e i significati.

I ragazzi di prima media sono saliti sui prati del Bianello accompagnati da Luca Artoni dell’Oasi Lipu. Ad accoglierli ai piedi del castello matildico sono stati alcuni rappresentanti delle varie Contrade, che hanno tenuto lezioni di storia all’aperto. Il gruppo storico dei Villici ha rievocato l’importanza del ruolo degli antichi mestieri; Borgoleto ha illustrato lo stemma e la localizzazione geo-storica della contrada; Monticelli ha ripercorso la storia del vassallo Arduino della Palude; la Maestà della Battaglia si è soffermata sul ruolo degli sbandieratori, dei musici e degli arcieri, mentre i volontari del Comito matildico, con il presidente Emidio Fantuzzi, hanno illustrato ai ragazzi i dettagli della reinfeudazione avvenuta nel maggio 1111: l’episodio rievocato ogni anno al Corteo matildico.

«A nome dell’amministrazione comunale – commenta l’assessore alla scuola Sabrina Picchi – ringrazio tutti i volontari delle Contrade e del Comitato matildico che hanno messo a disposizione il loro tempo e le loro competenze nell’ambito di un piano di collaborazione integrata tra scuole, famiglie e territorio che intendiamo rafforzare e valorizzare. Una iniziativa ben riuscita grazie alla disponibilità della scuola, e segnatamente della professoressa Marinella Cavecchi». —

Da.Al.

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