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in procura 

Prorogata l’inchiesta e c’è pure un filone-bis

T.S.

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REGGIO EMILIA. L’inchiesta “Angeli e demoni” viene prorogata, anche se le decisioni del sostituto procuratore Vaventina Salvi – che coordina il complesso lavoro investigativo – non dovrebbero tardare ad arrivare.

Relativamente a quest’ultimo punto si allude alla richiesta di giudizio immediato per quegli indagati (sono 16) raggiunti da una misura cautelare. Le basi? Prove raccolte e interrogatori. Due architravi dell’inchiesta che hanno creato non poche frizioni con le difese, anche se c’è chi – come l’assistente sociale Cinzia Magnarelli – ha aperto uno squarcio dall’interno del sistema degli affidi, confermando di aver falsificato delle relazioni per calcare la mano e far disporre così dal Tribunale per i minorenni il collocamento a terzi dei bimbi, considerati vittime di abusi. L’assistente sociale ha puntato il dito contro la dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val d’Enza – Federica Anghinolfi – e contro il metodo creato sotto la sua egida. Fra l’altro in questo filone investigativo devono ancora completarsi le analisi (e relativa copia forense) dei contenuti di telefonini, pc e tablet sequestrati a 18 indagati.

Poi c’è un filone-bis in Procura (dai tempi ancora indecifrabili) che riguarderebbe sia affidamenti controversi, con una trentina di minorenni coinvolti (sotto la lente sempre l’operato dei servizi sociali dell’Unione degli otto comuni della Val d’Enza), sia le posizioni degli indagati non raggiunti dalla misura cautelare nell’ordinanza del gip Luca Ramponi del 20 giugno scorso. —

T.S.

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